Cardarelli, aggressione al personale sanitario. Il motivo del terribile gesto

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Cardarelli, un infermiere viene aggredito fuori al pronto soccorso. Eccone i motivi

Mentre in diverse città italiane medici e infermieri vengono acclamati come eroi dai cittadini, che sono consapevoli dell’immane impegno da loro profuso in questa difficile battaglia contro l’epidemia di coronavirus, a Napoli, precisamente al Cardarelli, gli episodi di violenza in corsia continuano.

La segnalazione è arrivata poco fa da parte della pagina Facebook “Nessuno tocchi Ippocrate”. Fuori al pronto soccorso del Cardarelli è stato aggredito un infermiere. In un periodo così delicato per la sanità campana, questa risulta essere l’aggressione numero 27 che subisce il personale all’interno della stessa struttura.

Come ben sappiamo, il pronto soccorso del Cardarelli, per emergenza COVID, è stato riorganizzato, ovvero, i pazienti prima di entrare fanno il test COVID ematico e dopo l’esito entrano in triage/rivalutazione. Tutti gli accompagnatori attendono fuori le porte del PS con adeguato distanziamento sociale. Ma veniamo ai fatti accaduti e raccontati dalla pagina in questione:

“Un accompagnatore, al di fuori delle porte, ha iniziato a filmare con il telefonino il personale del pronto soccorso con l’intenzione di documentare ritardi inesistenti nella assistenza alla propria madre. Per legge è severamente vietato filmare all’interno dei locali del pronto soccorso ed è maggiormente vietato filmare personale sanitario nell’esercizio delle sue funzioni. Un infermiere fa così presente alla persona, educatamente, il divieto di riprese audio/video, ma l’ignoranza e la violenza prendono il sopravvento! Il Professionista stesso subisce un’aggressione fisica e verbale (non conosciamo ancora l’entità di quella fisica). L’aggressore resosi conto del terribile gesto prova a scusarsi con il professionista , ma giustamente le scuse non vengono accettate”. 

Circa un mese fa il Cobas del Cardarelli si pronunciò su tali episodi, diventati ormai all’ordine del giorno: “Ormai non ci meraviglia più niente, anche se esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi aggrediti. Questo è un vero far west. Qui da noi si crepa, altro che quarto mondo – prosegue il sindacato attraverso il suo portavoce Antonio Di Nardo.
Questa volta – conclude il sindacato – non resteremo a guardare. Siamo stanchi di subire ‘Gomorra’, presto incroceremo le braccia. Ma questa volta lo faremo senza scrupoli, fino a bloccare tutte le attività“.