Napoli,facciamo il punto della situazione.Tra Campionato,Coppa Italia e EL



Napoli
Per l'immagine si ringrazia SSCN

Napoli -Tracciamo insieme un bilancio del percorso del Napoli, tra obiettivi mancati e soluzioni percorribili in questo prosieguo di stagione…

Napoli – Mancano tre giornate alla conclusione del girone d’andata ed è trascorsa appena una settimana dalla cocente eliminazione dei partenopei dalla Champions League.

Appare doveroso fare il punto della situazione e tirare delle prime, sommarie, conclusioni su quanto visto in questi mesi.

Ma anche, perché no?, provare ad immaginare ciò che la squadra di Carlo Ancelotti potrà regalarci in quelli a venire.

Uno degli obiettivi stagionali – importante ma senza dubbio non il principale – era il passaggio del turno nella competizione che regala la Coppa dalle grandi orecchie.

Ma nessuno, tra tifosi ed addetti al settore, aveva riposto troppe speranze in merito al raggiungimento di questo traguardo, apparso troppo complicato fin dal sorteggio di agosto.

Psg, Liverpool e Stella Rossa sembravano squadre inabbordabili – soprattutto le prime due.

Destinati a fare da comparsa in un gruppo feroce – risultato dell’ennesimo sorteggio beffardo e crudele -, gli azzurri ci hanno piacevolmente sorpresi, riuscendo a piazzarsi in testa al complicatissimo gruppo di appartenenza, ad una sola giornata dalla conclusione della fase a gironi.

Purtroppo, gli ultimi 90 minuti hanno stravolto ampiamente la classifica. Ed hanno condannato il Napoli – con quell’unica sconfitta – ad un terzo posto, che ha significato biglietto di prima classe per l’Europa League.

Anche in terra italica il Napoli è stato in grado di sorprendere. E di sovvertire – finora – tutte le pessimistiche griglie pubblicate dalle maggiori testate giornalistiche del Belpaese, durante la calura agostana.

Quinti, dicevano quasi tutti. Così si sarebbe piazzato il Napoli, quest’anno.

Dopo la sempiterna Juventus, l’Inter, la Roma ed il Milan.

I veri antagonisti dei bianconeri sarebbero stati i nerazzurri di proprietà cinese, rivitalizzati in estate da un mercato faraonico e con un allenatore dalla mentalità vincente.

Così vincente da esser dato tra i possibili pretendenti all’ambìto ruolo di nuovo tecnico proprio della Vecchia Signora.

Il Napoli aveva dalla sua un unico acquisto di spessore, che però non scendeva in campo ma siedeva in panchina: Carlo Ancelotti.

Ed adattarsi ad un nuovo allenatore non è facile, si sa.

Inoltre, “senza top player in attacco”…

Quindi questo sarebbe stato – era facile immaginarlo – un anno di transizione.

Che avrebbe condannato il Napoli a perdere il ruolo di eterno secondo, per salutare melanconicamente la zona dorata della Champions League.

Eppure, ad oggi, la storia ci sta raccontando altro.

E ci sta raccontando di una squadra duttile, granitica, che sta imparando – anche piuttosto velocemente – a stare insieme in un modo nuovo, diverso.

Ci sta raccontando di una rosa di 25 giocatori, tutti impiegati (ad eccezione dell’infortunato Chiriches).

Tutti, compreso l’oggetto misterioso Younes, protagonista dell’avvincente telenovela-thriller “Verrò in ritiro, oppure no?”, a cui tutti abbiamo cercato di dare una risposta.

La storia del campionato 2018-2019 ci sta raccontando di un Napoli che ha, sì, una distanza siderale dalla Juventus. Ma ha anche una indiscussa capacità di reagire alle difficoltà e di crederci fino all’ultimo minuto di ogni gara.

Numerosi sono i gol segnati dai partenopei proprio in zona cesarini, non ultimo proprio quello di ieri pomeriggio contro l’ostico Cagliari.

E, se si è tanto parlato di mentalità in crescita, negli anni passati, possiamo dire che questo processo non si è fermato, ma anzi prosegue in maniera costante.

Se gli 8 punti dalla Juventus sembrano un gap molto difficile da colmare- e qualcuno ha già abbandonato i vanagloriosi sogni tricolore-, i 6 punti che ci separano dalla ricchissima Inter rappresentano un bottino altrettanto significativo.

Cosa aspettarci, allora, nei prossimi mesi?

Sicuramente nulla di scontato: il Napoli ci ha abituato a rivedere piani e previsioni, progetti e programmi, ed a regalare emozioni imprevedibili ed intensissime.

Chi pretende una vittoria, da parte dei partenopei, dell’Europa League, deve fare i conti con la realtà: l’Europa League non è fatta di squadrette che si trovino lì per caso.

Inter, Chelsea, Shakhtar (che ricordiamo certo non con entusiasmo dalla passata stagione), Valencia, Zenit, Arsenal, per citarne alcune, non si accontenteranno di certo di un ruolo da comparsa.

Ci sarà da sudare, e tanto, anche lì, nell’Europa meno blasonata e ridondante ma non di certo povera o debole.

Ed il Napoli ha, ad oggi, le carte in regola per potersela giocare e ritagliarsi un ruolo di spicco in EL, così come merita.

La Coppa Italia, bistrattata dalla maggior parte dei tifosi, potrebbe, invece, regalare qualche soddisfazione. Che non farebbe male al Napoli, né ai famelici palati di chi non mastica una vittoria da troppo tempo…

In Campionato, confermarsi al secondo posto equivarrebbe – nell’anno del cambio allenatore – ad un successo straordinario per i ragazzi di Carlo Ancelotti.

Che si stanno abituando all’assenza dell’idea di titolarità; che stanno sciorinando moduli che fino allo scorso anno facevano saltare ogni certezza; che stanno reintegrando in squadra ex infortunati lungodegenti in grado di fare la differenza.

Ragazzi che, insomma, con umiltà e sacrificio, stanno mettendosi completamente a disposizione del nuovo Mister, per poter regalare quel sogno ai tifosi.

Poi, si sa, le vie del pallone sono infinite, e fino al triplice fischio dell’ultima partita di Campionato, nessuna strada appare impercorribile per questo Napoli, camaleontico e cinico, che stiamo imparando a conoscere.

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