Morte di Pino Daniele, la Procura di Roma chiude l’indagine



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Dopo nove mesi dalla morte del grande cantautore napoletano Pino Daniele, la Procura di Roma ha deciso di chiudere definitivamente le indagini 

Dopo nove mesi dalla morte del grande Pino Daniele, avvenuta tra il 4 e il 5 gennaio scorso, la Procura di Roma ha richiesto l’archiviazione del fascicolo aperto per omicidio colposo.

A richiedere l’archiviazione dell’inchiesta della morte di Pino Daniele sono stati:

il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Marcello Monteleone, in quanto, sostengono che la morte è sopraggiunta per uno shock cardiogeno, un decadimento dell’organo. Nel decesso potrebbe avere avuto un peso anche l’assunzione di farmaci vasodilatatori che l’artista assunse con la convinzione di superare la crisi, quando comparvero i primi sintomi del malore.

Il farmaco che se da un lato aumenta il flusso sanguigno, dall’altro abbassa la pressione e questo potrebbe aver aggravato definitivamente il quadro clinico di un soggetto con patologie cardiache croniche e con bypass, determinando così la morte.

Infine, per i magistrati il trasferimento all’ospedale di Orbetello, località più vicina alla residenza toscana dell’artista, non sarebbe stato risolutivo del problema. La scelta di raggiungere Roma in auto per farsi visitare dal suo cardiologo di fiducia rappresenta per i pm una decisione presa dallo stesso Daniele consapevole e lucido.

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