23 Settembre 2015

Università: Gaetano Manfredi nuovo presidente CRUI

Manfredi

Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Gaetano Manfredi, è stato nominato nuovo presidente della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Nolano, 51 anni, succede al professor Stefano Paleari

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Gaetano Manfredi, nolano, 51enne professore di Tecnica delle costruzioni, nonché Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di NapoliFederico II” è stato nominato questa mattina nuovo presidente della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Manfredi

Gaetano Manfredi, 51 anni, rettore della Federico II

Il professor Manfredi, già prorettore della più grande Università del Sud Italia, è stato eletto con voto unanime e alla prima votazione e succede al collega Stefano Paleari.

Uomo di grande cultura, il professor Manfredi si è laureato in Ingegneria proprio alla Federico II nel 1988 con 110 e Lode, ed è stato Dottore di Ricerca nella stessa Università a partire dal 1993. Premiato con una importante Borsa di Studio Post-Dottorato nel 1994, il neo-presidente del CRUI è stato Ricercatore in Tecnica delle Costruzioni dal 1995 e Professore ordinario dal 1998.

Da sempre impegnato nel campo dell’Ingegneria Sismica, ha pubblicato ben 9 libri e fatto oltre 400 pubblicazioni su riviste internazionali o presentati in congressi nazionali ed internazionali, guadagnandosi un posto nella Commissione Grandi Rischi e nel Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

“Il compito che le nostre università devono svolgere nei prossimi anni, dopo i tempi bui della crisi globale, è ancora più complesso rispetto al passato”, ha detto il neo-presidente subito dopo l’elezione, “Non solo centri di formazione e ricerca, ma agenti sociali ed economici, motori dello sviluppo e della trasformazione dei territori e della società”.

Tali aspirazioni possono essere perseguiti soltanto attraverso l valutazione e il finanziamento, tematiche sulle quali il professor Manfredi mostra di avere le idee molto chiare.

“Si parla ormai da mesi della Buona Università che il Governo si prepara a varare. Ma sull’università e sulla ricerca va fatta una scelta politica, e va fatta subito. E’ troppo facile parlare di futuro senza immaginare di investire sui mattoni per costruirlo. In quest’ottica confidiamo sul fatto che non si tratti dell’ennesima riforma a costo zero. O meglio i cui costi vengono interamente scaricati sulle comunità accademiche. Giovani, studenti e ricercatori, in primo luogo”.

“Le sfide che attendono gli atenei italiani non sono né poche né semplici”, conclude il Rettore, “Aumentare l’offerta terziaria guardando a una nuova formazione professionalizzante. Promuovere l’internazionalizzazione coniugandola con il governo dei flussi migratori. Integrare la formazione a distanza con quella frontale, rispondendo in maniera coerente alla concorrenza delle università telematiche. Incrementare una presenza attiva sul fronte dell’innovazione tecnologica basata sul knowledge sharing”.

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