23 Giugno 2022

Enrico Di Prisco e lo sport come strumento di integrazione: “Al Sud trovo difficoltà nell’iniziare, ma facilità nel continuare”

Enrico Di Prisco

Enrico Di Prisco, Consigliere nazionale della Danza di Opes, mette in luce l’importanza dello sport al Sud e la voglia di continuare – L’INTERVISTA

Negli ultimi tempi lo sport è divenuto un grande mezzo comunicativo e sociale, che mira soprattutto all’unione e al confronto con sé stessi. Al fine di conoscere meglio questa realtà, la redazione di NapoliZON si è affidata ad una persona che, oltre ad amare lo sport, incentra la sua ottica sulla trasmissione dei valori e sull’integrazione sociale: Enrico Di Prisco.

Di Prisco dirige da anni il settore nazionale della Danza di OPES – l’Ente che promuove iniziative atletiche e ricreative, a carattere locale, provinciale e nazionale – ed è un grande appassionato del San Marzano Calcio, la squadra a cui è legato per le orgini. Nel corso dell’intervista sono state abbracciate varie tematiche, a partire dall’importante compito di OPES fino alla crescita del calcio femminile. Qui, a seguire, le dichiarazioni di Enrico Di Prisco.

  • Lo sport si traduce come aggregazione e Lei opera, principalmente, al Sud Italia. Com’è portare avanti una realtà così prosperosa e importante per i giovani?

“Sono un Consigliere nazionale di Opes – Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI – e ho la responsabilità della danza in Italia e occupo il ruolo di Vicepresidente della regione Campania. Opes si occupa di promuovere le attività sportive amatoriali e, soprattutto, di utilizzare lo sport come veicolo di inclusione e aggregazione. È il primo ente in Italia con più numeri nell’ambito della danza, infatti ad oggi conta più di 300.000 tesserati per la danza e più di 3000 società sportive di danza. La differenza tra il Sud e il Nord, per me, è semplice: al Sud trovo difficoltà nell’iniziare, ma trovo facilità nel continuare e questo mi rallegra molto perché sono temi nuovi. Noi puntiamo molto sulla crescita sportiva dei diversamente abili. Sostengo da sempre lo sport e credo sia un importante strumento sociale di aggregazione. Seguo, inoltre, il calcio dilettantistico e il più delle volte le società sportive, prima delle partite, creano dei meccanismi al fine di far seguire gli appassionati di calcio ed io su questo mi cimento particolarmente. Mi spiego meglio: credo proprio quella semplice partita di pallone sia una forma di aggregazione di un’intera comunità o di un intero popolo stesso.”

  • Negli ultimi anni, in particolare modo in Italia, il calcio femminile non ha avuto un grande successo. Dal primo luglio 2022, grazie alla decisione della Federcalcio, ci sarà un importante cambiamento: il calcio femminile diventerà uno sport professionistico. Qual è il suo pensiero in merito?

Portare il calcio femminile al professionismo è innanzitutto un merito. Ho desiderato già in passato che la calciatrice diventasse professionista a tutti gli effetti, proprio perché non manca nulla a differenza di un uomo di quella competenza sportiva. Il mio pensiero è che lo sport – al di là del sesso, della disabilità e così via – deve dare la stessa opportunità, ad esclusione di nessuno.”

  • Il San Marzano Calcio è un’altra realtà che sta crescendo molto ed è sicuramente un vanto per il territorio, ci sarebbe la possibilità di far nascere anche una squadra femminile?

“Io sono nato a San Marzano e sono un grande appassionato della realtà calcistica marzanese. Nonostante sia nata poco tempo fa, ad oggi già si trova ad aver vinto la Coppa Italia regionale, disputando la finale di play off per l’accesso in Serie D in un solo anno. È senza dubbio una realtà che sta crescendo tantissimo. Il progetto futuro del San Marzano Calcio è quello di costituire anche una squadra femminile. Grazie al San Marzano calcio, infatti, un intero popolo (pari a più del 30% della popolazione) segue assiduamente ogni domenica il calcio. Hanno suddiviso anche il club, dai più giovani ai meno giovani. Il presidente è Felice Romano, una persona lungimirante nei suoi progetti, che ha costruito tutto questo movimento insieme al suo direttore generale Antonio Langella. Entrambi si sono imposti una mission molto importante: in primis di portare il San Marzano calcio dall’Eccellenza alla Serie C e poi di crescere come club e come aggregazione sociale.”

Le parole del Consigliere nazionale del settore della Danza di OPES sono uno spiraglio di luce per gli sportivi e per il Meridione, in quanto rappresentano un elemento di prestigio sul piano emotivo e sociale. Come sottolineato da Enrico Di Prisco, lo sport è uno strumento fondamentale per l’integrazione delle minoranze e tutti devono avere la stessa possibilità, al fine di valorizzare l’unicità di ogni persona.

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