27 Maggio 2016

Camorra, arrestati due imprenditori

due imprenditori

Due imprenditori sono stati arrestati poiché coinvolti nella realizzazione di appalti truccati riconducibili al clan dei Casalesi

[ads1] L’indagine sull’argomento è stata effettuata dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta che grazie ad un’inchiesta della Dda di Napoli su appalti truccati nella realizzazione del Pip di Aversa (Caserta), hanno arrestato due imprenditori. Questi ultimi sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso e turbata libertà degli incanti, aggravata dal metodo mafioso. Infatti i suddetti appalti, erano stati progettati e realizzati dal clan del Casalesi.

Ferdinando Di Lauro e Andrea Greco sono i due imprenditori arrestati questa mattina all’alba. Di Lauro (nucleo fondante dei due), per un certo periodo di tempo, ha anche ottenuto quasi in maniera esclusiva gli appalti dell’ospedale Cardarelli di Napoli. I carabinieri, coordinati dai pm della Dda di Napoli Catello Maresca e Maurizio Giordano e dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, non hanno solo arrestato l’uomo, ma hanno anche sequestrato a Di Lauro una serie di beni di sua proprietà, come: immobili, veicoli e quote societarie per circa due milioni di euro. Su Andrea Greco, invece, i carabinieri stanno ancora effettuando delle indagini più approfondite.

Per quanto riguarda gli appalti riconducibili ai Casalesi, secondo le informazioni raccolte dai militari, si sospetta che il suddetto clan sia riconducibili alla fazione Iovine tramite uno dei due imprenditori. L’imprenditore coinvolto è dell’agro aversano ed è noto per lavori realizzati in Campania negli anni dal 2007 al 2011. Il tutto è avvenuto grazie ad una serie di società di comodo (riconducibili sempre al clan dei Casalesi) con le quali l’imprenditore è riuscito ad aggiudicarsi in modo illecito la gara d’appalto per la realizzazione dell’area P.I.P. di Aversa.

Le indagini sono ancora aperte poiché gli inquirenti stanno indagando per scoprire eventuali infiltrazioni nell’apparato burocratico-amministrativo grazie alle quali l’imprenditore avrebbe (secondo gli investigatori) ottenuto gli appalti pubblici.

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