Almaviva, corteo di lavoratori. L’azienda: “No all’occupazione o il tavolo salta”

Almaviva

Almaviva e Gepin. Questa mattina il corteo dei lavoratori partito da via Brin. L’azienda avverte: “Se ci sarà occupazione della sede di Napoli il tavolo salta e vi denunciamo”

Continua la protesta dei lavoratori di Almaviva Contact. Stamane sono scesi in piazza i dipendenti per la difesa del posto di lavoro. Il piano di riorganizzazione prevede la delocalizzazione dell’azienda. Solo a Napoli rischiano il licenziamento in 400, da aggiungersi ai 1670 di Palermo e 900 a Roma.

Il corteo partito da via Brin ha percorso tutto corso Umberto e si è fermato dinanzi la sede dell’Università Federico II dove sono stati accesi fumogeni colorati.  I ragazzi dell’ex opg occupato “Je so Pazzo” hanno srotolato uno striscione a sostegno dei dipendenti Almaviva e Gepin Contact.

Hanno partecipato anche i dipendenti di Gepin, call center di Poste Italiane con sede a Casavatore a rischio chiusura con conseguente perdita di 220 posti di lavoro. Il corteo si è concluso a piazza Municipio. In seguito c’è stato un incontro dei lavoratori con il sindaco Luigi De Magistris e con l’assessore regionale al Lavoro Serena Angioli. Il primo cittadino ha ribadito il suo impegno sulla vicenda. La Regione ha inaugurato una cabina di regia con i tre assessorati: Lavoro, Attività Produttive, Fondi europei.

La vertenza si complica. Ieri sera da Roma è arrivato l’avvertimento da parte della multinazionale: “L’Azienda  – scrive la direzione italiana di Almaviva al presidente della commissione Attività Produttive della Regione Campania, Nicola Marrazzo – non parteciperà ad alcuna convocazione riguardante anche sigle sindacali territoriali che dovessero dare seguito ad azioni fuori dai limiti di legge nei confronti della realtà aziendale, quali quelle annunciate con comunicati ufficiali e riprese dalla stampa nella giornata di oggi, oltre a procedere penalmente nelle sedi competenti”. Il riferimento è alla vicenda napoletana e al rischio occupazione della sede di via Brin. “Parimenti – conferma infatti nella lettera la multinazionale – nel caso l’azienda riterrà sospeso a tempo indeterminato qualsiasi confronto territoriale a qualsiasi livello”.