2 Novembre 2022

Morte Ugo Russo, chiuse le indagini: è omicidio volontario

Le indagini sono chiuse, l'ipotesi è omicidio colposo. La famiglia di Ugo Russo chiede che si arrivi presto a processo.

ugo russo

MORTE UGO RUSSO, CHIUSE LE INDAGINI – Svolta nel caso di Ugo Russo, il ragazzo di 15 anni ucciso nella notte tra il 29 febbraio e il 1 marzo 2020, quasi tre anni fa. In una nota riportata dal Comitato verità e giustizia per Ugo si legge:

Omicidio volontario con le aggravanti di aver approfittato delle circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la difesa (art. 61 comma 1 n.5), dell’abuso di potere (art.61 comma 1 n.9) e di aver commesso il delitto ai danni di un minore (art. 61 comma 1 n. 11 Quinques). Con queste contestazioni formali, come riportato già stamani da alcuni giornali, si sono finalmente chiuse le indagini per la morte di Ugo Russo”, a parlare è il padre Vincenzo Russo.

La sera della morte di Ugo Russo

Ugo Russo è sul motorino assieme a un altro ragazzo e si avvicina a un’automobile in via Generale Giordano Orsini. Porta una pistola giocattolo e la punta all’uomo a bordo della vettura. L’uomo si rivela essere un carabiniere in borghese in compagnia della ragazza.

Il carabiniera esplode dei colpi di pistola e Ugo Russo muore a 15 anni, dopo aver tentato una rapida. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, si sosterrà che il carabiniere si è qualificato; secondo il ragazzo che era assieme a Ugo, la cosa non è mai successa.

Le indagini preliminari si chiudono e il verdetto è che i colpi esplosi sono quattro, i primi due a distanza ravvicinata; uno colpisce la spalla di Ugo, l’altro va a vuoto. A quel punto Ugo Russo fugge e vengono sparati altri due colpi, uno lo raggiunge sotto lo sterno, l’altro alla testa ed è fatale.

La nota del padre Vincenzo Russo continua:

“Per la mia famiglia, per mia moglie e i miei altri figli, sono stati e sono anni difficilissimi. Abbiamo sopportato il dolore della perdita di Ugo insieme a pressioni e insulti di ogni tipo perché continuiamo a chiedere giustizia e verità”. La famiglia chiede che si arrivi presto a processo.

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