Trombosi: aumentano i casi. La colpa è del lockdown

trombosi
Fonte foto: Fondazione Umberto Veronesi

La sedentarietà da quarantena potrebbe essere tra le cause scatenati dell’aumentare delle incidenze di trombosi. Lo segnala il chirurgo Gabriele Di Luca

Il lockdown ha avuto tanti effetti positivi. Ha permesso di controllare i contagi da Coronavirus, evitando il collasso del sistema sanitario italiano. Ma ha avuto anche effetti negativi, e non solo psicologici. Uno di questi potrebbe essere l’aumentare delle incidenze di trombosi nei pazienti affetti da patologie vascolari. Lo rivela un chirurgo dell’Asst Gaetano Pini-Cto, Gabriele Di Luca.

“Rispetto al periodo di osservazione clinica pre Covid-19, tra i pazienti dell’Asst Gaetano Pini-Cto ho riscontrato un aumento del verificarsi di complicanze trombotiche arteriose” dichiara Di Luca a La Voce della Nazione. In particolare, secondo il chirurgo, le riportano i pazienti che presentano alterazioni di alcuni distretti. Tra i quali: quello cerebrale, l’apparato gastroenterico, degli arti superiori o inferiori o sottoposti a cateterismi arteriosi diretti.

Trombosi che in alcuni casi hanno condotto persino ad eventi di tipo ischemico e alla gangrena dei distretti più periferici degli arti inferiori. Secondo Di Luca, gli esiti sono stati difficilmente controllabili con una terapia farmacologica e i pazienti non potevano essere sottoposti a un intervento chirurgico per la grave e importante co-morbidità presente.

Lockdown tra le cause probabili

Di Luca specifica che una delle cause probabili è propriola riduzione dell’attività fisica e dei movimenti durante il lockdown. “Uno stile di vita sedentario e il sovrappeso correlato possono aumentare il rischio di sviluppare una complicanza trombotica a livello degli assi venosi degli arti inferiori e pelvici” dichiara.

Con la notizia sulla trombosi, ora che la quarantena è finita, sono ancora più consigliati lo svolgimento di attività fisica e il controllo dell’alimentazione.

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