Napoli, la protesta dei giovani medici contro l’imbuto formativo

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Napoli, la protesta dei giovani medici neolaureati: giù il camice per protestare contro la carenza di borse di studio destinate agli specializzandi

Napoli, la protesta dei giovani medici di fronte la sede del Consiglio Regionale.

Un lenzuolo bianco formato da una serie di camici per terra: questo il simbolo della protesta che, quest’oggi, è stata portata avanti da una delegazione di neolaureati in medicina.

Un’assemblea ed un minuto di silenzio per onorare le vittime del Coronavirus hanno preceduto il gesto.

Il motivo della contestazione è la mancanza di fondi destinati agli specializzandi.

Come riporta il Mattino, infatti, il referente napoletano del Segretariato italiano giovani medici, Luca Scognamiglio, ha dichiarato:

Insieme ad altre sigle, che sono scese in 20 piazze italiane, chiediamo il superamento della difficoltà e in alcuni casi l’impossibilità per alcuni di noi di formarsi in un percorso specialistico.

Al prossimo concorso previsto a settembre ci saranno circa 25mila concorrenti per poco meno di 10mila contratti di formazione specialistica. Questo porterà circa 15mila medici a rimanere esclusi e a lavorare almeno un anno in un regime di totale precariato”.

Le richieste avanzate dai giovani medici riguardano lo stanziamento di maggiori fondi ed il riconoscimento di un contratto di lavoro per gli specializzandi.

I giovani medici sono stati, d’altronde, figure fondamentali durante l’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese supportando colleghi più anziani e fornendo terapie domiciliari ai pazienti Covid.

Il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania, Stefano Graziano, dopo aver incontrato la delegazione ha affermato:

Li ho incontrati e ribadito che questo è un obiettivo comune. La Regione Campania farà tutto quanto è di sua competenza per continuare a colmare le carenze di organico della sanità e per sollecitare interventi del governo in tema di formazione”.