Libero replica di nuovo a De Laurentiis. In maniera piccata

Ennesima puntata della querelle che sta opponendo in questi giorni Aurelio De Laurentiis alla stampa del Nord. Dopo le critiche del patron nel dopo Champions, ieri Libero ha risposto nuovamente a De Laurentiis, in maniera piccata. Ma siamo sicuri che le parole del presidente siano del tutto sbagliate?

Ennesimo attacco di Libero

Il perché le esternazioni del presidente De Laurentis abbiamo dato tanto fastidio, ci sono state spiegate.

Libero
Libero attacca

Finalmente, uno dei più importanti giornali d’Italia, Libero, ieri ha titolato: “De Laurentiis piange ed incassa! Settanta milioni dalla Champions“.

Libero non è stato il primo e non sarà l’ultimo ad intervenire sull’argomento.

Ecco perché ci pareva giusto ritornare sull’argomento, e cercare di capire se le parole del patron azzurro siano del tutto immotivate.

Secondo Claudio Velardi, giornalista e comunicatore, De Laurentis: “Non studia né pensa, è solo uno stratega del populismo”. Gli fa eco, l’Ordine dei Giornalisti che titola: “INACCETTABILE”. “Gravi e inaccettabili” sono invece le parole di Paolo Pirovano, segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

In ultimo, e Pierfrancesco Gallizzi, consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, definisce le parole rivolte nei confronti di alcuni giornalisti dal presidente del Napoli De Laurentis dopo la partita con il Real Madrid. “Affermazioni fuori luogo“.

Riflettiamo allora, per un attimo, sulle parole del patron.

Le parole reali di De Laurentiis

Perché il Presidente De Laurentis dovrebbe chiedere scusa? In realtà, egli ha dichiarato:

Dopo Madrid non ce l’avevo con Sarri ma la stampa è contro di noi. Va così dai tempi di Cavour, si sono scatenati tutti contro di me anche se in ogni stadio sento cori che inneggiano al Vesuvio“.

Libero
De Laurentiis nel dopo Champions

Forse i critici di De Laurentiis dovrebbero rileggere la lettera di Garibaldi alla madre dei fratelli Cairoli:

Ho la coscienza di non aver fatto male; nonostante, non rifarei oggi la via dell’Italia Meridionale, temendo di esservi preso a sassate da popoli che mi tengono complice della spregevole genìa che disgraziatamente regge l’Italia e che seminò l’odio e lo squallore là dove noi avevamo gettato le fondamenta di un avvenire italiano, sognato dai buoni di tutte le generazioni e miracolosamente iniziato”.

Dei cori sul Vesuvio, cui ha fatto riferimento, ultimi in ordine di tempo nel corso di Roma-Napoli, nessuno ha parlato.

Il Presidente, allora, ha aggiunto: “Basta creare il disappunto in casa degli altri. Aggiungendo a una sconfitta altra cattiveria, abbiamo perso on l’Atalanta. La Gazzetta dello Sport ce l’ha sempre avuta con il Napoli. Io vivo in questo paese, lo racconto da 43 anni attraverso i miei film. C’è una contrapposizione che il presidente Napolitano ha provato a frenare ma se c’è un paese che vive di contrasti è il nostro. Siamo in un regime silente, io sono un vero democratico, amo la libertà di espressione, sono un cittadino che paga le tasse e nessuno mi può chiudere la bocca”.

Il diritto di cronaca non è il diritto di alterare la verità dei fatti per indurre a pensare in un certo modo solo perché qualcuno ha messo a disposizione un microfono o la pagina di un giornale.

De Laurentis ha fatto riferimento ad un giornale del Nord avrebbe dovuto, forse chiarire che esiste una differenza tra giornalisti e giullari. Come racconta Andersen il re è nudo solo agli occhi innocenti di un bambino.

La verità, ci domandiamo, è che i Settanta milioni dalla Champions si vuole vadano a Milano?