Hantavirus a Napoli: 24enne contagiato, scatta la quarantena
Paura in città per un raro caso di febbre emorragica: un giovane napoletano è ricoverato in isolamento dopo il contatto con roditori. Le autorità sanitarie hanno isolato anche quattro persone vicine al paziente per monitorare l'eventuale diffusione del virus.
Fonte foto: "tvsette.net"
Hantavirus a Napoli – È massima allerta sanitaria a Napoli dopo la conferma di un caso di Hantavirus che ha colpito un giovane di 24 anni. Il ragazzo è attualmente ricoverato presso l’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive, in condizioni che restano sotto stretta osservazione da parte del personale medico.
Hantavirus a Napoli, il contagio e il protocollo di sicurezza
Secondo le prime ricostruzioni dell’ASL, il giovane avrebbe contratto il virus in seguito a un contatto accidentale con feci o urine di roditori infetti. Il virus, che può causare sindromi polmonari o febbri emorragiche con sindrome renale, ha fatto scattare immediatamente i protocolli di biocontenimento. Oltre all’isolamento del paziente, le autorità hanno disposto la quarantena per quattro persone riconducibili alla cerchia familiare e lavorativa del 24enne. Sebbene la trasmissione da uomo a uomo sia considerata estremamente rara per questo tipo di patogeno, il monitoraggio è stato attivato a scopo precauzionale.
Cos’è l’Hantavirus e come si trasmette
L’Hantavirus appartiene a una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori selvatici. La trasmissione all’uomo avviene solitamente attraverso:
- Inalazione: Respirando aerosol di saliva, urina o feci di roditori contaminati.
- Contatto diretto: Toccando superfici infette e portando poi le mani a bocca, naso o occhi.
- Morsi: Sebbene meno comune, il morso di un animale infetto può trasmettere la malattia.
I sintomi da monitorare
I medici invitano a non cedere all’allarmismo, ma a prestare attenzione a sintomi simili a quelli influenzali che evolvono rapidamente: febbre alta, dolori muscolari, brividi, nausea e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie acute. Il periodo di incubazione può variare da una a cinque settimane.
Il dipartimento di prevenzione dell’ASL Napoli 1 ha già avviato un’indagine ambientale nelle zone frequentate dal giovane per individuare eventuali focolai di infestazione e procedere con interventi mirati di deratizzazione e bonifica.
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