Fermata baby gang a San Giorgio: l’intervento tempestivo prima dell’inizio del raid



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Fermata baby gang a San Giorgio: possedevano tirapugni, coltelli, manganelli e passamontagna prima di iniziare il loro raid punitivo contro una band rivale

Un bambino mi guarda con gli occhi spalancati. Avrà non più di dieci anni. Fuma una sigaretta e mi fissa deciso, come qualcuno gli ha probabilmente insegnato a fare per sentirsi quello più forte.

E’ questa probabilmente l’immagine che ci appare se incontriamo un qualsiasi componente di una baby gang. Ragazzi minorenni che per sentirsi “potenti” utilizzano armi e minacce. A Napoli ce ne sono di numerose e una di queste baby gang, formata da diciannove ragazzi, è stata fermata dalla municipale, con il supporto della polizia di Stato, nella serata del 21 Marzo.

I presunti membri della baby gang si erano dati convegno alla stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano, comune del Napoletano, e forse solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che i ragazzini entrassero in azione compiendo reati di cui un domani si sarebbero amaramente pentiti.

Ai ragazzini sono stati sequestrati due coltelli, due tirapugni, manganelli, una spranga, una mazza da baseball e perfino una fiocina modificata a cinque punte. Secondo quanto riportato da ANSA, dagli interrogatori è emerso anche che utilizzavano un gruppo whatsapp per organizzare i raid armati: qui concordavano i luoghi di incontro, i territori, i coetanei da prendere di mira e le armi da utilizzare.

Dei passanti, nei pressi della stazione Circumvesuviana, hanno notato un folto gruppo di giovani, alcuni con il volto coperto da passamontagna, che si intratteneva con atteggiamenti sospetti. Immediato, quindi, l’allarme alla Polizia Municipale che è riuscita poi a bloccarli: i membri avevano tra i 14 e 16 anni.

Successivamente, nella sede della Municipale, i ragazzini avrebbero rivelato che il loro intento era compiere un raid criminale contro una banda di giovani, residenti a Sant’Anastasia e lì si sarebbero recati con un treno della Circumvesuviana. A seguito di perquisizioni domiciliari, in casa di uno dei componenti della banda sono state ritrovate due pistole semiautomatiche, tre coltelli e uno sfollagente.

L’episodio di San Giorgio rilancia l’allarme sulla criminalità minorile. Dopo la lunga serie di episodi di violenza verificatisi tra novembre e gennaio sono scattati speciali controlli nell’area partenopea.

“Quello delle baby gang – sottolinea il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno (dichiarazione riportata da “Il Gazzettino di Napoli”) – è un fenomeno grave e diffuso, tanto da colpire anche territori come il nostro che, come in questo caso, è stato scelto da questi delinquenti in erba come luogo d’incontro per poi spostarsi e compiere reati altrove. L’operazione Sicurezza a San Giorgio a Cremano sta dando i suoi frutti grazie alle attività interforze. Su questo fronte proseguiremo senza sosta”.

Fermare la rabbia di questi ragazzini è la loro missione, quindi, ma anche la nostra, noi che in quei quartieri di Napoli siamo residenti. Si parla di quella stessa rabbia che si vede nelle foto di bambini con una pistola o un coltello in mano, quella rabbia che a tutti noi è capitato di intercettare almeno una volta, anche solo per un momento, per strada o a scuola.

 

 

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