Clan Rinaldi, arrestato il latitante Ciro Grassia

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Clan Rinaldi: arrestato il latitante Ciro Grassia, faceva la spesa con la moglie ad Acerra

Ciro Grassia, 55enne appartenente al Clan Rinaldi, dopo quasi un anno di latitanza è stato finalmente arrestato. L’accusa è di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il clan Rinaldi, da anni ormai, rappresenta, insieme al clan Mazzarella con i quali sono in combutta, una delle più pericolose famiglie mafiose che operano presso la zona di Ponticelli. In particolare la zona 46, numero con il quale tendono ad indicare l’area del quartiere posta sotto il loro diretto controllo.

Il numero 46, non a caso, marchia a mo di tatuaggio la pelle dei membri del clan, come una sorta di stemma di riconoscimento e di identità.

I membri del Clan Rinaldi

Dopo l’arresto del boss Ciro Rinaldi, restavano altri quattro da catturare, ovvero:
Raffaele Oliviero detto “o pop “, Raffaele Maddaluno detto “a’ nsalat“, Sergio Grassia dettoSergiolino” e il fratello di quest’ultimo Ciro Grassia, arrestato proprio questa mattina.
Il 55enne si nascondeva ad Acerra dal 2018, ciò era completamente estraneo alla polizia, fino a quando, seguendo gli spostamenti della moglie dello stesso, sono riusciti a catturarlo.

La donna infatti, è partita da Napoli alla guida di un’auto presa a noleggio e si è recata ad un supermercato di Acerra, dove ha incontrato il marito.
I due sono entrati nel negozio, ipoteticamente per acquistare provviste da portare al rifugio.

La cattura

I militari hanno monitorato l’intera scena ad una distanza di sicurezza, in modo da non essere scoperti almeno fino a quando non si fossero accertati dell’incolumità dei civili che si trovavano nei dintorni.

L’occasione perfetta si è poi presentata pochi minuti più tardi.

La coppia di coniugi, appena uscita dal supermercato, è entrata in un negozio di ottica per acquistare degli occhiali da lettura.
Approfittando del momentaneo isolamento, Ciro Grassia è stato finalmente arrestato.

L’uomo era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli, a causa del quale dovrà restare per un periodo di 5 anni in carcere.

La seguente notizia è stata riportata da Napoli Today.