Autismo, M5S: “Criticità ci hanno indotto ad astenerci”

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Questione autismo, parla la rappresentante M5S Ciarambino: “Contributo nel merito della proposta ma criticità ci hanno indotto ad astenerci”

NAPOLI, 25 MAGGIO –  “La legge sui disturbi del neurosviluppo, patologie neuropsichiatriche e autismo licenziata oggi dalla Commissione Sanità è stata il frutto di un lungo e difficile lavoro. Come Movimento 5 Stelle, nonostante non fossimo tra i proponenti del testo di legge, abbiamo voluto essere presenti in sottocommissione per offrire il nostro contributo migliorativo alla proposta, soprattutto ascoltando le famiglie e le associazioni, e per proporre modifiche significative nell’interesse delle persone con autismo e delle loro famiglie”.

Sono le parole che il capogruppo del Movimento 5 stelle Valeria Ciarambino ha espresso nella sede del Consiglio regionale della Campania. La portavoce pentastellata ha poi aggiunto:

“Ci siamo battuti per affermare la centralità della persona e della famiglia e il loro coinvolgimento attivo nelle scelte terapeutiche e nel loro monitoraggio e per l’uniformità degli interventi terapeutico-assistenziali in tutti gli ambienti di vita, familiare, scolastico, sanitario e sociale. Abbiamo chiesto e ottenuto attenzione particolare anche per garantire continuità del progetto terapeutico e di vita nel passaggio dall’età evolutiva all’età adulta, cosa che oggi manca del tutto. Abbiamo inoltre sostenuto la necessità di una formazione specialistica e continua non solo nei riguardi degli operatori sanitari, ma anche della famiglia e della scuola.”

“La gran parte del nostro contributo è stato accolto nel testo di legge, grazie a un lavoro condiviso dell’intera sottocommissione nonostante permangano delle perplessità riguardo alle strutture residenziali e alla libertà di scelta terapeutica. Perplessità che si sono acuite nella seduta odierna di commissione, dove è stato cancellato il riferimento alla possibile gestione indiretta delle risorse che noi avevamo fortemente sostenuto e voluto, motivandolo con l’impossibilità normativa a prevederla nelle regioni in piano di rientro”.

Concludendo il suo discorso sottolineando come:

“La possibile gestione indiretta vuol dire garantire alle famiglie la possibilità di scegliere le migliori opportunità terapeutiche per il proprio figlio  prevedere l’assistenza domiciliare invece di doversi recare in centri che spesso non sono all’altezza del compito, ed è già realtà in tante altre regioni come la Sardegna.”

“Alla nostra richiesta di conoscere quali fossero questi riferimenti normativi che hanno portato ad eliminare la gestione indiretta, ci è stato risposto che ci verranno forniti nei prossimi giorni. Per questa ed altre ragioni oggi abbiamo scelto di astenerci”.