Arresti per usura Ercolano: contestato il metodo mafioso
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Arresti per usura Ercolano: La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha arrestato tre persone, nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di usura ed estorsione aggravato dal metodo mafioso.
I carabinieri della Tenenza di Ercolano e del Nucleo Operativo della Compagnia di Torre del Greco hanno seguito l’operazione. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri due sono finiti agli arresti domiciliari.
Secondo gli investigatori, i tre sarebbero vicini agli ambienti del clan Birra e avrebbero imposto condizioni usurarie a un imprenditore del territorio attraverso minacce e aggressioni.
Il prestito da 50mila euro e le minacce
L’inchiesta ruota attorno a un prestito da 50mila euro che la vittima avrebbe ricevuto nel 2024 per finanziare un investimento all’estero.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’imprenditore avrebbe già restituito circa 48mila euro tramite rate da duemila euro ciascuna. Tuttavia, gli indagati avrebbero continuato a pretendere la restituzione dell’intera somma iniziale, considerando i soldi versati soltanto come interessi.
Quando la vittima avrebbe manifestato difficoltà economiche, sarebbero iniziate intimidazioni, minacce e violenze. Modalità che, secondo la Procura antimafia, richiamerebbero chiaramente il metodo utilizzato dalla criminalità organizzata.
Arresti per usura Ercolano: decisiva la denuncia dell’imprenditore
A far partire le indagini è stata la denuncia presentata dall’imprenditore ai carabinieri. In poco più di un mese gli investigatori sono riusciti a ricostruire il presunto sistema di usura ed estorsione. Ciò è stato possibile raccogliendo gli elementi confluiti nell’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli.
L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno dell’usura, una pratica che continua a colpire soprattutto chi attraversa momenti di difficoltà economica.
Buonajuto: “Ercolano non tornerà ai tempi della camorra”
Sulla vicenda è intervenuto anche Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano, che ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura.
Buonajuto ha ricordato gli anni in cui racket e usura rappresentavano una presenza costante sul territorio. Ha dunque ribadito che la città non intende tornare a quei periodi segnati dalla paura e dal controllo criminale.
Il consigliere regionale ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno economico e sociale per evitare che cittadini e imprenditori possano cadere nelle mani della criminalità organizzata.
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