23 Agosto 2015

Allarme Vesuvio, eruzione imminente?

Due vulcanologi italiani lanciano l’allarme Vesuvio: il vulcano sta mostrando preoccupanti segnali di risveglio

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Allarme Vesuvio in Campania? La notizia sta facendo il giro del mondo in queste ultime ore ed è stata rilanciata anche da importanti testate nazionali come Sky e il Messaggero.

Secondo due importanti vulcanologi italiani, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, il Vesuvio starebbe mostrando segnali di una prossima ripresa dell’attività vulcanica e addirittura un’eruzione sarebbe pressoché “imminente”.

Lungi dal voler lanciare allarmismi, i due vulcanologi spingono le autorità ad attivarsi al più presto per l’organizzazione di un piano rapido di evacuazione che riguarderebbe più di tre milioni di persone che vivono dell’area, poiché i piani esistenti sarebbero obsoleti ed andrebbero rivisti.

L’ultima eruzione del Vesuvio risale alla Seconda Guerra Mondiale, precisamente al 1944 e da allora il vulcano, che è il più grande e pericoloso d’Europa, è stato dichiarato quiescente.

Dal 2000, tuttavia, e almeno fino al 2012, si è registrato un bradisismo del suolo che si attesta fra i 20 e i 30 centimetri, e il fenomeno sarebbe stato accompagnato da numerosi micro-terremoti e fumarole che non hanno interessato la sola superficie del vulcano, ma anche i vicini Campi Flegrei.

Sembrerebbe inoltre che alla profondità di circa 10 chilometri proprio nel cuore del Vesuvio, si troverebbe una caldera che si starebbe riempiendo, secondo i due vulcanologi, di magma fuso destinato prima o poi a risalire in superficie.

Proprio la presenza di questo magma disciolto potrebbe aumentare il rischio di un’eruzione, che per gli studiosi potrebbe avvenire entro un paio di decenni, di qui l’urgenza di informare i cittadini e motivare la politica locale e il Governo alla preparazione di un nuovo piano di emergenza.

Non è la prima volta che sulla stampa circolano notizie circa il probabile risveglio del Vesuvio: l’ultima volta fu pochi mesi fa, quando l’attività sismica nel napoletano fu messa in correlazione anche con il Marsili, il vulcano sottomarino che si trova tra la Campania e la Sicilia, il quale pure avrebbe dato segni di risveglio.

Nessun allarme ma anche nessuna dichiarazione, al momento, da parte dell’Osservatorio Vesuviano.

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