Accade oggi: era il 3 novembre 1985 quando…

3 Novembre

La traiettoria più famosa del calcio partenopeo viene dipinta. 3 novembre 2015, compie trent’anni la punizione di Maradona contro la Juventus al San Paolo

Era un giorno come tanti per molti italiani, accomunati tutti da una grande passione: il calcio

Il calcio italiano in quel decennio regnava in Europa e nel globo, era possibile ammirare i più grandi campioni tra le file delle nostre squadre, ogni giornata era scandita da qualche giocata che riempiva di stupore i nostri volti increduli, creando espressioni volte a rimanere nella storia.

Espressione che diventa arte, traiettoria che diventa pennellata d’artista, dal punto in cui il pennello tocca la tela fino all’ultimo tratto, come la stesura di getto di un’opera letteraria, un impeto che trascina ed affascina.

Era il 3 Novembre 1985, al San Paolo: Napoli-Juventus.

Uno stadio gremito che pur di seguire la propria squadra fu disposto a soffrire il freddo: ma qualcosa stava arrivando per scaldarli più di quanto potessero sperare od immaginare.
Minuto 75′: Scirea entra in malo modo su Bertoni al limite perimetrale dell’area di rigore juventina. Le proteste sono accese, si chiede il rigore ma l’arbitro è fermo nella sua decisione: è punizione al limite, di seconda per giunta.

L’unico a non protestare del Napoli, prende la sfera e la porta sul punto infausto di battuta.

Vuole tirarla lui. Vuole tirarla Maradona.

I compagni gli si avvicinano per convincerlo a non tirare, a far provare una conclusione di potenza che, con l’aiuto di qualcuno o qualcosa, con deviazione o col vento, può entrare; l’unica cosa che ne guadagnano è una frase lapidaria: “Tanto gli faccio goal comunque”.

Si posiziona sul punto di battuta, guarda il portiere e…boato. La previsione era stata rispettata.

In quel freddo giorno, in quel 3 novembre, furono sfatati due tabù: sconfitta la Juventus in casa per 1-0 e affermato che il calcio, oltre ad uno sport, è arte. Arte concreta, niente astrazioni, giocate sublimi, espressioni di prospettive, calcolo di spazi, distruzione di convenzioni e dialettica del piacere.

Era il 3 novembre 1985, trent’anni fa, quando Diego armando Maradona dipinse la storia.