14 Giugno 2022

Via dei Tribunali, donna investita da una moto: in manette tre giovani

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Donna investita in Via dei Tribunali da una moto. In manette due 19enni e ai domiciliari l’investitore 21enne. Uno dei due ragazzi è il figlio di Ettore Bosti, appartenente al clan dell’Alleanza di Secondigliano

NAPOLI – La Squadra Mobile, ieri, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia a carico di tre giovanissimi (due 19enni e gli arresti domiciliari per un 21enne). I primi due sono Patrizio Bosti – figlio di Ettore Bosti, persona condannata in via definitiva perché esponente del clan Contini dell’Alleanza di Secondigliano – e Giorgio Marasco, ritenuti “gravemente indiziati” di violenza privata e favoreggiamento personale, aggravati dalle modalità mafiose. Ai domiciliari, invece, corrisponde il nome di Gennaro Vitone, ritenuto “gravemente indiziato” di lesioni personali stradali con l’aggravante della fuga.

I fatti

Il 15 maggio, stando a quanto ricostruito finora, Vitone era in sella a un motoveicolo e, viaggiando a elevata velocità in Via dei Tribunali, ha investito Veronica (la compagna di Raffaele Del Gaudio, che quel giorno stava lavorando all’esterno dell’attività commerciale “Cala la Pasta”). Nell’incidente era rimasto ferito anche un turista argentino. A facilitare la fuga del ragazzo è stato un gruppo di persone, le quali hanno aggredito e minacciato il titolare del ristorante, lo chef e gli amici del turista coinvolto. Durante la zuffa sono stati lanciati tavoli e oggetti appartenenti al locale.

Il ristoratore aveva già raccontato di un clima difficoltoso a causa delle numerose minacce ricevute. Queste le parole di Del Gaudio in merito all’accaduto: “Chissà se Veronica un attimo prima di essere travolta si è resa conto. Se ha pensato: ora mi uccidono. Quando l’ho vista riversa in strada priva di sensi ho creduto fosse morta. Venti minuti interminabili prima che la seconda ambulanza riuscisse ad arrivare. Il ragazzo che l’aveva travolta è scappato ma tempo cinque minuti e la ‘paranza’ è venuta a farci visita. – Riporta NapoliToday – Io piangevo, tentavo di capire se Veronica respirasse e loro mi dicevano: sappiamo chi sei e veniamo ad accoltellarti. Mi minacciavano, sono entrati nel locale, hanno bloccato i miei fratelli e i dipendenti. Questa è stata la barbarie. Ed è questa la scena che non dimenticherò mai. Li ho visti tutti in faccia, li ho segnalati alle forze dell’ordine”.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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