Svolta per i social network contro le fake news: leggere gli articoli prima di condividerli

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Twitter sta sperimentando una nuova funzione con cui suggerisce agli utenti di leggere un articolo prima di condividerlo. Un altro passo nella lotta alle fake news

Nelle ultime settimane, gli sforzi di contrasto al circolare delle fake news da parte dei maggiori social network si sta intensificando. Twitter, come sempre, è capofila nelle iniziative di presa sociale, come dimostrato dai recenti dissapori col Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a causa di un link di fact checking apposto ad un suo tweet che veicolava informazioni false. La piattaforma di Jack Dorsey, ora, ha avviato una nuova funzione con cui – tramite un link o messaggio pop up – suggerisce agli utenti di leggere l’articolo che stanno per condividere.

Lo strumento è ancora in fase di sperimentazione, ma tutto fa pensare che si andrà nella direzione della definitiva implementazione. Twitter, infatti si è sempre mostrata sensibile – a differenza di Facebook – al problema delle fake news. Unito alla scarsa consapevolezza degli internauti, il loro circolare ha dimostrato di poter avere negative ricadute sociali. “La condivisione di un articolo – scrive l’account ufficiale della piattaforma nell’annunciare lo strumento – può innescare una conversazione, quindi potresti voler leggerlo prima di twittarlo“.

Twitter: “condividere contenuti virali senza approfondire è pericoloso”

La funzione, per il momento, sarà riservata ai soli utenti Android di lingua inglese. “Per aiutare a promuovere una discussione informata – si legge nel comunicato che annuncia la sperimentazione –, stiamo testando un nuovo prompt su Android: quando ritwittate un articolo che non avete aperto su Twitter, potremmo chiedervi se desiderate aprirlo prima“.

Kayvon Beykpour, responsabile del prodotto di Twitter ha poi spiegato in un comunicato a parte che il social network andrà sempre più nella direzione del contrasto alle fake news. Questo perché condividere articoli virali su tematiche sensibili “può essere potente ma a volte pericoloso, soprattutto se le persone non hanno letto il contenuto che stanno diffondendo“.

Un importante passo in avanti, ma soprattutto una presa di coscienza della pervasività che i social hanno nelle vite dei cittadini. Pertanto, ne derivano responsabilità da cui non si può evadere.

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