Stese alla Sanità: 9 arresti

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Polizia sul luogo, tra via Santa Maria Antesaecula e Piazza San Vincenzo, dove una persona è stata ferita con colpi d'arma da fuoco nel Rione Sanità a Napoli, 22 ottobre 2016. ANSA / CIRO FUSCO

Nove persone arrestate nel Rione Sanità, erano i responsabili delle “stese” di camorra del quinquennio 2011-2016. Diverse le accuse per i responsabili, tutti legati al clan Esposito-Genidoni, attivo nel quartiere

Blitz di carabinieri e polizia, questa mattina, al Rione Sanità di Napoli.

Dopo mesi di indagini, il pericoloso gruppo criminale, autore delle famigerate “stese” di camorra tra il 2011 e 2016, è stato finalmente sgominato.

Gli indagati sono tutti legati al clan Esposito-Genidoni, attivo storicamente alla Sanità.

Tutti sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso finalizzata a omicidi, estorsioni, traffico di stupefacenti e violazione della legge sulle armi.

Le indagini degli investigatori hanno ricostruito il ruolo ricoperto dai singoli indagati all’interno del clan.

Le accuse a carico degli arrestati vanno dall’associazione di tipo mafioso alla detenzione illegale di arma da fuoco. Accuse anche per detenzione illecita di sostanze stupefacenti al tentato omicidio con l’aggravante mafioso.

L’indagine ha interessato anche Antonio Genidoni, ritenuto il capo del clan.

Tuttavia, anche altre persone collegate al nucleo familiare del boss ed alcuni suoi uomini fidati risultano coinvolti.

Grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia è stato anche possibile ricostruire la vicenda di Francesco Bara. L’uomo fu ucciso nel dicembre del 2012, ma in precedenza era stato oggetto di un tentato omicidio.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, oltre a Antonio Genidoni, vi sono anche la madre Addolorata Spina; la moglie Vincenza Esposito, Alessandro D’Aniello e Emanuele Salvatore Esposito, Walter Mallo, Francesco Spina, Salvatore Basile e Agostino Riccio.

Fonte: Ansa.it