23 Novembre 2019

«Safe», il primo spray di autodifesa 2.0. L’azienda nascerà a Pomigliano d’Arco

safe spray autodifesa

E’ originario di Pomigliano d’Arco l’inventore di “Safe”, il primo spray di autodifesa hi-tech con videocamera collegata ad una centrale operativa

Questo pomeriggio, dalle 15 alle 16, presso la sala Procida della Mostra D’Oltremare di Napoli si terrà un convegno dal titolo “La farmacia non è solo prevenzione, ma anche sicurezza”. Durante l’incontro, patrocinato da Federfarma Napoli, sarà presentata un’innovazione brevettata dall’ingegnere napoletano Oliver Tahir: “Safe“, uno spray di autodifesa 2.0.

Si tratta di uno spray al peperoncino, un puntatore laser, un led e una videocamera ad alta risoluzione connessa h 24 con una centrale operativa. E’ un dispositivo all’avanguardia destinato a rivoluzionare il concetto di difesa personale.

“Safe”, concepito soprattutto per la difesa femminile, si differenzia dal semplice spray al peperoncino grazie alla videocamera che, collegata alla centrale operativa, consente di segnalare in tempo reale il pericolo (entro e non oltre 4 minuti) e di riprendere tutto ciò che avviene dal momento della sua attivazione.

A breve il dispositivo verrà immesso sul mercato e sarà acquistabile solo in farmacia.

La presentazione di “Safe”, infatti, avverrà proprio nell’ambito della fiera destinata ai rivenditori farmaceutici: col presidente di Federfarma, Michele Di Iorio, il rettore dell’Università di Scienze criminologiche Deborah Capasso de Angelis.

Saranno presenti anche l’ideatore della legge sull’omicidio di identità Maurizio Zuccaro, la criminologa Luisa D’Aniello e, con Oliver Tahir, il presidente dell’istituto di vigilanza “Union Security” Valerio Iovinella.

Ad inventare il dispositivo 2.0 per la difesa personale è stato un ingegnere 46enne, Oliver Tahir, nato a Napoli da genitori somali. Dopo aver trascorso l’infanzia tra Portici e Pomigliano, si è trasferito a Londra in cerca di lavoro. Dopo la laurea in ingegneria informatica al Bickenhall College of Computing, ha deciso di ritornare a Napoli.

Nel 2018 ha vinto un bando indetto dalla Regione Campania nell’ambito delle politiche di sostegno all’imprenditoria innovativa.

Secondo quanto riporta Il Corriere del Mezzogiorno, l’ingegnere ha scelto Pomigliano D’Arco quale sede dello stabilimento di produzione del suo dispositivo con l’intento di «creare sbocchi lavorativi al Sud» ed «offrire quell’alternativa utile a tamponare la fuga dal Mezzogiorno».

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