S.Giorgio, è standing ovation per “Questa sera si recita a soggetto”



Questa sera si recita a soggetto - Pirandello - San Giorgio a Cremano

A San Giorgio si sono appena concluse le date dello spettacolo “Questa sera si recita a soggetto”. Vincenzo Borrelli riadatta lo spettacolo di Luigi Pirandello

SAN GIORGIO A CREMANO – Finisce con ieri la rappresentazione al Centro Teatro Spazio dello spettacolo “Questa sera si recita a soggetto”, di Luigi Pirandello. Nel cast anche Vincenzo Borrelli (regista e direttore artistico), Rosaria de Cicco e Marco Lanzuise.

Pirandello voleva mettere in scena un’opera in cui si confondessero palco e realtà. L’opera  fa parte degli spettacoli del “teatro nel teatro”. Mentre si va in scena, il pubblico è come se osservasse il corso delle prove, i battibecchi tra gli attori, il tutto come se fosse realmente a soggetto e improvvisato.

Il pubblico in sala attende che cominci lo spettacolo e intanto ascolta delle voci dietro il sipario. Una volta in scena, l’opera sarà un continuo battibeccarsi tra gli attori e il regista. È una delle prime volte che il regista viene messo sulla scena. Questo espediente sarà fatto per alleggerire il peso della storia: un racconto di violenza e gelosia.

La commedia in sé, racconta della gelosia di Rico Verri per la moglie Mommina, che costringe a rimanere segregata in casa. La stessa attrice che sta interpretando con tutta se stessa il personaggio di Mommina cade a terra tramortita, quasi esanime anche lei.

Cristina Ammendola - Mommina
Cristina Ammendola – Mommina

«Non c’è nulla di veramente a soggetto» – dichiara Cristina Ammendola, protagonista femminile – « È tutto scritto nel copione di Pirandello. Anche quando può sembrare il contrario, noi rimaniamo fedeli al testo. Nel finale abbiamo solo voluto adattare la regia ad un contesto più attuale, quasi cinematografico.»

La scelta di Luigi Pirandello e l’attualità dell’opera

Si parla di una Sicilia in cui Napoli era ancora vista come capitale del Regno delle due Sicilie. Il padre di Mommina, ingegnere minerario, decide di sposare la signora Ignazia, una donna napoletana.

Cristina Ammendola e Vincenzo Borrelli mettono in scena la gelosia

« Abbiamo scelto Pirandello perché bisogna mettersi alla prova. Questo autore a Napoli è messo poco in scena da compagnie locali » – spiega il regista Vincenzo Borrelli – « Volevamo un testo che fosse contemporaneo, in quest’opera i temi trattati non sono molto distanti dalle vicende che ascoltiamo ogni giorno.»

I personaggi si trovano catapultati in un contesto apparentemente arretrato. In realtà, il tema della gelosia è molto attuale. Grazie alla loro mimica e alle loro fini abilità recitative, gli attori riescono a far percepire tutto il dolore che si cela dietro la situazione dei personaggi. Cristina nella scena finale sembra davvero frastornata e affaticata, come se avesse sentito veramente tutto quello che il suo personaggio provava.

« Le difficoltà in Pirandello? Le stesse che si celano dietro una qualsiasi commedia teatrale. Basta leggere attentamente i copioni, interiorizzare i personaggi e dare delle dritte positive ai ragazzi. Chi fa questo lavoro riesce ad entrare ed uscire dal personaggio con molta naturalezza » – aggiunge Borrelli.

Le opinioni del cast più giovane: l’ingranaggio del teatro

I ragazzi nell’opera hanno interpretato i pupi siciliani e le sorelle di Mommina. Sono abituati a lavorare con Vincenzo Borrelli, essendo allievi della sua Accademia di teatro al Centro Teatro Spazio. Grazie alla loro esperienza sono riusciti ad adattarsi facilmente anche alla recitazione di Rosaria de Cicco, nota attrice con un passato solido.

« Io penso che Vincenzo sia un vero e proprio genio nel suo ambito, sia attoriale che registico» – dichiara Chiara C., una delle ragazze – « È stato molto bello e produttivo anche lavorare con Rosaria, che si porta alle spalle una carriera molto solida. »

L’opinione comune è stata sicuramente la difficoltà nell’interazione con il pubblico. In una parte dell’opera, il pubblico si alza e la recitazione continua dietro le quinte. Restare nel personaggio anche in quel momento è stato una grande prova che richiedeva concentrazione e professionalità. I ragazzi ci sono riusciti alla grande.

« Ogni attore ha la sua importanza per far riuscire lo spettacolo al meglio, anche colui che recita meno battute degli altri » – dice Francesco Gallucci – « Noi siamo degli ingranaggi che mettono in moto lo stesso meccanismo: se non funziona uno di noi, salta l’armonia dell’intero spettacolo. Abbiamo ascoltato i consigli di Enzo e Rosaria e abbiamo osservato moltissimo. È stato alienante ma ha fatto la differenza. »

Al momento la commedia sarà portata nelle scuole, successivamente c’è la speranza di riuscire ad esibirsi anche altrove.

Indicazioni per il teatro: Via San Giorgio Vecchio 23, Via S. Giorgio Vecchio.

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