Reggia Caserta splenderà come quella di Versailles

reggia

Il nuovo direttore Mauro Felicori riporterà in vita l’idea di Carlo di Borbone, e il suo progetto di promozione e rinnovazione della Reggia del Vanvitelli, prevede che si salvaguardi l’arte, ricollocando la famosa collezione contemporanea ”Terrae Motus”, ed incrementando il turismo

La reggia di Caserta, commissionata dal re Carlo di Borbone,  esempio perfetto del ”sovrano illuminato”, al grande architetto dell’epoca Luigi Vanvitelli, che ne inizio’ i lavori nel 1752, dando vita a ben 1200 stanze spaziose e luminose, comprendendo una vasta area verde, divisa tra il giardino all’italiana con imponenti fontane e meravigliose cascate d’acqua e il giardino all’inglese con il famoso ”Bagno di Venere”.

Costruita sullo stile di Versailles, la Reggia di Caserta ebbe una funzione del tutto diversa in quanto costituiva non solo la residenza reale ma la capitale del regno di Napoli, in un periodo storico sconvolto da guerre di successione, e Napoli risultava facilmente attaccabile via mare, a differenza dell’entroterra Campano.

Mauro Felicori, nuovo direttore della Reggia, di origine bolognese, e ben accolto a Caserta, ha intenzione di rinnovare l’aspetto del complesso monumentale, secondo quanto ha affermato in una recente intervista rilasciata al quotidiano Repubblica. Nonostante la Reggia sia tenuta in buone condizioni e gestita decorosamente, Felicori ha in mente numerosi cambiamenti da apportare sia all’interno che all’esterno della reggia, dando importanza ad un’illuminazione migliore di quella precedente, soprattutto bisognerà tenerla ben pulita e con meno auto parcheggiate al suo interno e, visto che l’occhio vuole la sua parte, anche i custodi, dovranno indossare una divisa.

Luigi Vanvitelli, durante la costruzione della Reggia, lavorò molto sulle prospettive e ciò che sconcerta Felicori è la collocazione della ferrovia, situata di fronte alla facciata principale del complesso, che ne taglia l’asse prospettivo della strada che arriva a Napoli. Motivo per cui, vorrebbe realizzare un passaggio a livello per pedoni, in modo da ricongiungere la strada. Entro l’autunno 2016, si terranno lavori di ristrutturazione dei tetti, liberando le facciate dei cortili e la facciata principale. Inoltre vorrà riaprire il cantiere da 12 milioni di euro, per il restauro dell’emiciclo orientale, dove andrà l’Archivio campano.

Altrettanta importanza sarà data alla salvaguardia dell’arte, in quanto ampi spazi nei Saloni della scuola e altrove saranno adibiti per mostre. Anche ”Terrae Motus”, collezione di ben 70 opere istituita dopo il terremoto dell’ Irpinia dell’80 , con opere di artisti contemporanei di diversa nazionalità, come Joseph Beuys, Andy Warhol, Robert Mapplethorpe, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, artisti coinvolti dal celebre gallerista napoletano Lucio Amelio, sull’onda emotiva dell’evento catastrofico che devastò Campania e Basilicata, famosa collezione ancorata alla Reggia, và attualizzata e ricollocata creando più dinamismo.

”Terrae Motus”, tipico esempio di integrazione tra arte contemporanea ed architettura antica, rappresenta l’importanza del contributo che l’arte può dare alla ricostruzione. Altro obiettivo di Felicori, è quello di far conoscere questa collezione Amelio almeno nelle grandi capitali europee come Berlino, attuando questo scambio di mostre in modo tale da promuovere all’estero Caserta, San Leucio, Sant’Angelo in Formis e Capua.

Tale progetto non solo incrementerà il numero dei turisti curiosi di visitare una delle più grandi residenze reali, come la reggia di Caserta, ma Mauro Felicori non deluderà neanche le aspettative dei casertani che ripongono grande fiducia nel nuovo direttore.