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Proverbi napoletani sulle donne: ecco i più famosi

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Updated on 14 October 2021 20:54

La donna nei proverbi napoletani tra ironia e stereotipi: ecco una lista dei modi di dire partenopei più conosciuti

Tantissimi sono i proverbi napoletani incentrati sulle donne. Nei modi di dire partenopei la donna viene rappresentata in maniera ambivalente: da un lato è decantata come figura angelica, vera e propria dea del focolare domestico ma, al contempo, viene descritta anche come una tentatrice, un essere pericoloso da cui guardarsi bene.

Non bisogna dimenticare che la maggior parte dei proverbi sono profondamente legati al sistema patriarcale.

Qui di seguito presentiamo una selezione di alcuni detti legati all’universo femminile.

“‘A femmena ne sape una cchiù d’ ‘o riavulo”: uno dei proverbi napoletani più celebri. Accosta la figura della donna a quella del diavolo. In quanto ad arguzia e non solo, la donna ne sa una più del diavolo.

“‘Na femmena e ‘na papera arrevutaino ‘na città” : le donne, così come le papere starnazzanti possono, con le loro chiacchiere e i loro litigi, portare scompiglio. L’accostamento tra la donna e la papera è presente in molti modi di dire.

“A altare scarrupàto nun s’appicciano cannéle“: si traduce letteralmente “Su un altare vecchio non si accendono candele”. Fuor di metafora il proverbio allude alle donne ormai anziane alle quali non si fanno moine.

“Chi tène appaùra nun se cocca cu ‘e ffémmene belle”: L’uomo che ha paura, è timido o poco intraprendente, non andrà mai a letto con belle donne.

“‘A femmena è comm’ ‘o mellòne: ogne ciènte, una”: questo modo di dire paragona la donna all’anguria. Su cento ne esce una buona.

“‘A femmena ciarliera è pesta nera”: La donna chiacchierona è insopportabile e quindi da evitare come la peste.

“‘A femmena pe’ l’ommo addivènta pazza, l’ommo p’ ‘a femmena addivènta fesso”: La donna impazzisce per l’uomo. L’uomo si rincretinisce per la donna.

“Tutt’ ‘e peccate murtale sò ffemmene”: il proverbio allude chiaramente ai sette peccati capitali. Avarizia, accidia, gola, invidia, ira, lussuria e superbia sono tutti al femminile.

“Carte e ffémmene fanno chello ca vonno”: le carte e le donne hanno la stessa imprevedibilità. Le donne, come le carte, fanno ciò che vogliono. Ci vuole un po’ di fortuna.

“‘A femmena curtulella fa figlie a tummulelle”: la donna bassa di statura fa figli a iosa.

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