5 Dicembre 2020

Prelievo forzoso sui conti correnti: perché c’è tanta disinformazione

Prelievo forzoso sui conti correnti: cos’è, quando è stato realizzato e perché c’è tanta – forse troppa – disinformazione in giro

Prelievo forzoso sui conti correnti – La parola “patrimoniale” associata alla dicitura “prelievo forzoso” aleggia nei discorsi – politici e non – delle ultime settimane. Ma cos’è il prelievo forzoso sui conti correnti e perché c’è disinformazione a riguardo?

Si sente parlare di prelievo forzoso soprattutto in condizioni di crisi ed emergenza. Quella che stiamo vivendo in questi mesi non è sfuggita a tale discorso. La motivazione ha un unico precedente storico: quello del governo Amato nel 1992.

Nella notte del 10 luglio 1992, fu effettuato dal Governo Amato un prelievo forzoso sui conti correnti bancari. In quel periodo – anch’esso di crisi – si era giunti ad una svalutazione della lira italiana. L’unico modo per poter entrare in Unione Europea fu proprio quello di prelevare il 6 per 1000 sui conti correnti.

La memoria di questo evento preoccupa gli italiani in questo momento di emergenza sanitaria che sta facendo entrare in crisi anche l’economia.

Ma qual è la differenza con la patrimoniale?

La patrimoniale NON è un prelievo forzato

Chiariamo subito: la patrimoniale è una tassa. Non si tratta di nessun prelievo dai conti degli italiani. Quella che al momento è ancora un’ipotesi in via di dibattito, dunque, non prevede “di mettere le mani nei conti correnti“.

Nel caso fosse approvata, a chi potrebbe toccare la patrimoniale? L’idea di un emendamento al momento fermo alla Camera dei Deputati è quella di tassare con aliquote progressive i patrimoni a partire dai 500 milioni di euro in su. La divisione potrebbe essere questa:

  • In prima fascia (tra i 500.000 euro al milione) lo 0,2%
  • Seconda fascia (Da 1 milione ai 5 milioni) lo 0.5%
  • Terza fascia (dai 5 milioni ai 50) ul’1%
  • Quarta (tutti i patrimoni superiori ai 50 milioni) il 2%

Quindi, solo i patrimoni superiori a mezzo milione di euro verrebbero inclusi. Nel caso della prima fascia, la percentuale di tassazione sul patrimonio è di circa 1000 euro.

Per coloro che hanno una ( o più) case di proprietà il valore da considerare è quello catastale, notevolmente inferiore a quello commerciale.

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