27 Maggio 2020

Ponticelli, ladri di alberi all’Orto Sociale Urbano

Orto Sociale Urbano Ponticelli

All’Orto Sociale Urbano di Ponticelli rubano gli alberi da frutto. Non è il primo caso di furti di frutta nella zona est di Napoli

PONTICELLI – Ieri undici sono stati gli alberi da frutto rubati all’Orto Sociale Urbano di Ponticelli, nell’ala est della città di Napoli. Nelle ultime ore i ladri sono entrati nel Parco comunale De Filippo, scavalcato le cancellate e hanno sradicato gli alberi dalle radici.

Un gesto brutale, vandalico, frutto di una mente poco conscia. Probabilmente i ladri pensavano che avrebbero potuto ricavare profitto dalla frutta che di lì a poco sarebbe cresciuta. Non è così. Strappando gli alberi dal terreno, infatti, altro non hanno fatto che compromettere la vita delle piante.

Gli alberi, piantati meno di un anno fa, erano lì grazie alle donazioni degli ortolani e dei cittadini del quartiere. L’attacco, probabilmente, era stato studiato. Come racconta Ilmattino, infatti, nella giornata di ieri un giovane era stato avvistato mentre osservava gli alberi oggi scomparsi.

Un senso di amarezza pervade gli ortolani e i bravi cittadini, che da anni ormai si adoperano per la ripresa di un bene pubblico – la villa di Ponticelli – che per anni è stato abbandonato a se stesso.

Non si tratta, però, di un caso a sé stante. Infatti, nel mese di aprile, dunque in piena pandemia da Coronavirus, la Stampadelmezzogiorno riporta un episodio analogo. In Via Angelo Camillo De Meis (Ponticelli) i ladri scavalcavano recinzioni private, sottraendo frutti, arance, ortaggi ai terreni dei cittadini.

Il messaggio sui social

Sulla pagina ufficiale di Facebook dell’Orto Sociale leggiamo questo messaggio: «Gli alberi comunicano tra loro, come sostiene Stefano Mancuso e se comunicassero con gli uomini, cosa direbbero quelli che sono stati estirpati stanotte dal “Frutteto Sociale”?

“Dovevo diventare un frutto succoso,
chiunque poteva assaggiarmi
ma tu mi hai strappato con violenza dalla nuda terra.
Ero Giovane,
volevo crescere ma tu hai reciso le mie radici.
Sto morendo,
hai rubato la mia linfa vitale.” »

 

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