2 Luglio 2026

Pipistrello e rabbia: il caso del bambino morto in Canada

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pipistrello rabbia

Un bambino di 11 anni è morto di rabbia in Ontario, Canada, dopo essere entrato in contatto con un pipistrello mentre dormiva. L’episodio risale all’estate del 2024, ma è stato ricostruito e reso pubblico solo ora grazie a uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, che ha analizzato la vicenda per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione.

Secondo la ricostruzione, il ragazzino si svegliò nel cuore della notte trovando il pipistrello appoggiato sul viso, all’altezza del naso e della bocca. Lo allontanò d’istinto, mentre il padre catturò l’animale e lo liberò all’esterno. Poiché non erano visibili morsi, graffi o ferite, la famiglia ritenne che non fosse necessario rivolgersi a un medico e non venne effettuata la profilassi antirabbica. Diciannove giorni dopo comparvero i primi sintomi. Formicolio al volto, perdita dell’appetito, vomito e difficoltà nella deglutizione. Inizialmente i medici ipotizzarono altre patologie, ma le condizioni del bambino peggiorarono rapidamente con febbre, confusione mentale, allucinazioni e gravi disturbi neurologici. Solo durante il ricovero in terapia intensiva gli esami confermarono che si trattava di rabbia, quando però il virus aveva ormai raggiunto il sistema nervoso centrale. Il piccolo è morto dopo diciassette giorni di degenza.

Gli esperti sottolineano che questo caso dimostra come anche un contatto apparentemente innocuo con un pipistrello possa rappresentare un rischio. I loro morsi possono infatti essere talmente piccoli da passare inosservati. Per questo motivo, qualsiasi contatto diretto con un pipistrello, soprattutto sul viso o durante il sonno, dovrebbe essere valutato immediatamente da un medico per stabilire se sia necessaria la profilassi post-esposizione, unico trattamento in grado di prevenire una malattia che, una volta comparsi i sintomi, è quasi sempre mortale.

FONTE: SkyTg24