Napulitanamente: il napoletano s’insegna nelle scuole



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Napulitanamente, parte il progetto che prevede l’insegnamento del Napoletano a scuola, tra sintassi e tradizione

“Il napoletano non è un dialetto ma una lingua”; a dirlo è l’UNESCO che ha riconosciuto il Napoletano come patrimonio mondiale dell’umanità.
Il dialetto napoletano, infatti, è secondo per diffusione, nella nostra penisola, solo alla lingua italiana; lo si parla in Abruzzo, Molise, Lazio e lo si è esportato in tutto il mondo attraverso la canzone classica napoletana.

Dopo una lunga campagna, lo studio della lingua napoletana è diventato un corso ufficiale della scuola media statale “Viale delle Acacie”, in via Giacomo Puccini.NapoletanoScuola

L’iniziativa fa parte del Progetto “Napulitanamente”; approvato dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d’Istituto e portato avanti dal professore di Lettere, Ermete Ferraro (autore di una piccola grammatica della lingua partenopea e di alcune traduzioni di grandi classici).

Il progetto Napulitanamente mira non solo a far apprendere regole e sintassi della grammatica della lingua partenopea ma, soprattutto, a sensibilizzare i ragazzi nel conoscere e apprezzare le tradizioni della propria terra, approfondendo e studiando aspetti storici e antropologici della cultura napoletana.

“Insegnare la nostra lingua dovrebbe essere un dovere per chi insegna sui nostri territori”; queste le parole di Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli nel programma radiofonico “La Radiazza”.
“Si tratta di un’iniziativa – spiegano – da estendere in tutta la città e la provincia che appoggiamo con convinzione”. Difatti, il progetto ha già attirato l’attenzione di associazioni culturali, docenti di tutta la Campania e e di molti insegnanti di lingue considerate secondarie (come il catalano e il provenzale) che hanno offerto il pieno appoggio all’ora di napoletano.

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