Napoli, immigrati ammassati in hotel. Rissa e feriti nella notte

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Napoli, pietose sono le condizioni in cui versano circa trecento immigrati circoscritti al wedding park “Di Francia” sito sulla Domiziana

La domiziana, strada statale che parte da Mondragone per poi costeggiare tutto il  litorale a nord di Napoli, sta diventando un  triste teatro delle condizioni in cui versano circa trecento immigrati al “wedding park”, il parco dei matrimoni Di Francia.

Il wedding park Di Francia che a Napoli è sempre stato celebre per matrimoni, cene e spettacoli con tanto di spaghetti alle vongole e torte millefoglie, ad oggi ha cambiato pelle, diventando un centro di raccolta per giovani in cerca di un futuro in Europa, giovani che da almeno un mese, però, sono sul piede di guerra. Sabato scorso, fino alle due di notte, in circa 200 si sono azzuffati di brutto con mazze e sedie di ferro. Ivoriani, maliani, bengalesi, pakistani, senegalesi, nigeriani tutti insieme violentemente. C’è stata una vera e propria guerra tra gli ultimi. “Non è stata una questione etnica. Piccoli affari, questioni personali” spiega con un faticoso francese Mohammed, 19 anni, ivoriano, una t-shirt nera e sulla testa riccioli neri appena abbozzati. Saranno stati pure futili motivi, ma sette di loro sono finiti in ospedale, uno persino con il codice rosso, due sono stati arrestati e nove denunciati. Vittime sarebbero stati i pakistani. È intervenuta la polizia di Giugliano, comune in provincia di Napoli, diretta da Pasquale Trocino. Due pattuglie per tenere a bada centinaia di giovani imbufaliti. Sono arrivati, come rinforzi, pure venti uomini dei reparti antisommossa. La situazione si è calmata, poco alla volta, ma per quattro ore, in questo angolo del litorale campano se la son vista brutta.

Ma come vivono e cosa chiedono queste Persone!? “È difficile vivere in cento in uno stanzone. Non si sta bene. Fa caldo, le docce e i bagni sono pochi” commenta Issa. Al primo piano c’è la grande camerata con un centinaio di letti. Dove si pranzava, si brindava e si suonava adesso si dorme come in una camerata di guerra, come in un ospedale da campo. Una brandina attaccata altra, giusto poco centimetri per passare, un comodino. L’ambiente troppo vasto è stato delimitato con dei pannelli in plexiglass. Ma ci sono brande pure sui pianerottoli. “Dormiamo in 25. È naturale che non si va sempre d’accordo. Possiamo uscire, certo, non è una prigione. Passeggiamo, andiamo fino al mare, fosse anche solo per lavarci”. Ci vuole un animo disperato per definire passeggiata la via crucis che tocca percorrere lungo una strada martoriata come la Domiziana di Napoli e per considerare acqua in cui lavarsi quella di un litorale mai bonificato e depurato. Ma non hanno alternative. Fortunatamente, con gli abitanti di questa frazione di Giugliano non ci sono mai state frizioni, finora. “Nessuno protesta per la nostra presenza» chiarisce Issa. “Almeno non lo fa con noi”