Napoli e cultura: qui giace Virgilio e il malinconico Leopardi



Napoli e cultura: La Tomba di Virgilio e Leopardi, la Crypta neapolitana e la Chiesa di Piedigrotta, storia, cultura, arte e leggende

Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc/Parthenope: cecini pascua, rura, duces” (Mantova mi generò, il Salento mi rapì, mi tiene ora Napoli; cantai i pascoli, le campagne, i condottieri).

Queste sono le parole che, intorno al 500, furono attribuite al poeta Virgilio che le pronunciò in punto di morte e che ora sono incise per sempre sulla sua tomba; Tomba che giace all’interno del piccolo parco sito alle spalle della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, nei pressi della stazione ferroviaria di Mergellina, e racchiude una parte delle pendici orientali del promontorio di Posillipo, dal nome greco Pausilypon (pausa del dolore), data la presenza della villa romana che sorgeva sulla collina, per indicare la pace e la quiete fino a quel momento esistenti.

L’area a giardino deve la sua denominazione a Publio Virgilio Marone (Andes, 70 a.CBrindisi, 19 a.C), poeta che, come scritto nella Divina Commedia, aveva guidato Dante Alighieri durante il suo percorso all’Inferno e al Purgatorio, ed è proprio qui che vediamo collocato il suo sepolcro.

All’entrata del parco, imboccando il viale che sale con più rampe lungo le pendici collinari, troviamo un’imponente edicola fattavi collocare nel 1668 dal viceré Pietro D’Aragona;       nei pressi, in una grande nicchia sulla parete, vediamo collocato un busto di Virgilio su colonnina, omaggio del 1931 degli studenti dell’Accademia dell’Ohio.

Oltre all’iscrizione sopra-citata ne ritroviamo anche una seconda, ovvero quella del poeta Petrarca, in cui egli invita il viandante a fermarsi accanto alla tomba di Virgilio: “Siste viator pauca legita hic Vergilius tumulus est” (Fermati viandante e leggi queste poche parole: questa è la tomba di Virgilio).

La tomba di Leopardi e la Crypta Neapolitana

Poco distante dalla presente tomba troviamo il sepolcro di Giacomo Leopardi, sistemata nella seconda rampa del parco negli anni Trenta. Il monumento custodisce gelosamente le spoglie del malinconico poeta di Recanati, il quale morì durante il suo soggiorno a Napoli il 14 Giugno del 1837. Egli aveva scelto le pendici del Vesuvio per riposare e rinvigorire il fisico, e proprio in quel periodo scrisse “Il tramonto della Luna” e “La ginestra”, le sue ultime liriche.

Inoltre a destra della tomba di Virgilio è posizionato l’ingresso della Crypta Neapolitana, una galleria lunga 711 metri circa scavata nel tufo della collina di Posillipo, tra Mergellina (salita della Grotta) e Fuorigrotta (via della Grotta Vecchia), a Napoli, edificata probabilmente alla fine dell’età Repubblicana da Cocceius, per facilitare la comunicazione tra Napoli e Pozzuoli; Tuttavia secondo la leggenda, quest’ultima fu costruita in un’unica notte dallo stesso Virgilio grazie ai suoi poteri magici. Una storia che potrebbe sembrare strana, ma il poeta aveva un particolare rapporto con la nostra Napoli.                               Infatti, secondo la leggenda, il destino della città è legato ad un uovo che “il mago” ha nascosto, sospeso in Castel dell’Ovo, e fino a quando l’uovo resterà intatto anche Napoli sopravvivrà.

L’ingresso del parco è gratuito, non perdetevi dunque questa meravigliosa esperienza fatta di storia, cultura, arte e leggende.

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