6 Giugno 2026

Banda delle rapine ai bengalesi smantellata a Napoli: arrestati

I Carabinieri eseguono un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diversi indagati. Il gruppo criminale agiva con estrema violenza nel quartiere Ferrovia, prendendo di mira i commercianti e i residenti della comunità asiatica.

Fonte: Wikimedia Commons

lavoro nero sparatoria a napoli

Banda delle rapine ai bengalesi – Una scia di terrore e violenza che stringeva in una morsa la comunità asiatica nel cuore di Napoli è stata interrotta all’alba di oggi. I Carabinieri della Compagnia di Napoli Stella, all’esito di una complessa e serrata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diversi soggetti, ritenuti gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, lesioni personali e porto abusivo di armi.

Il blitz ha passato al setaccio le strade calde del quartiere Vasto e l’area perimetrale di piazza Garibaldi, zone dove la consorteria criminale aveva stabilito la propria base operativa e il proprio raggio d’azione.

Banda delle rapine ai bengalesi, Il modus operandi: violenza mirata contro una comunità vulnerabile

Le indagini, condotte anche attraverso la visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblica e privata e grazie alle testimonianze raccolte sul campo, hanno permesso di svelare la particolare e odiosa specializzazione della banda. I membri del gruppo criminale, infatti, sceglievano accuratamente le proprie vittime quasi esclusivamente tra i cittadini di nazionalità bengalese, titolari di piccoli negozi di vicinato (minimarket, call center, chioschi) o semplici operai e passanti che rientravano a casa dopo lunghe giornate di lavoro.

Il modus operandi era consolidato e spietato:

  • L’agguato in branco: Le vittime venivano puntate e circondate da più persone contemporaneamente, spesso nei vicoli meno illuminati del quartiere Ferrovia o all’interno delle stesse attività commerciali in orario di chiusura.
  • La violenza inaudita: I malviventi non si limitavano alle minacce, ma facevano un uso sistematico e brutale della forza fisica. In molti episodi documentati dai militari, le vittime sono state colpite con calci, pugni e persino con l’utilizzo di armi bianche o corpi contundenti per farsi consegnare l’incasso della giornata, smartphone ed effetti personali.
  • L’effetto isolamento: La banda faceva leva sulla presunta ritrosia delle vittime a sporgere formale denuncia, spesso legata a barriere linguistiche o al timore di feroci ritorsioni nel quartiere.

Le indagini e i provvedimenti restrittivi

Il muro di paura è stato però abbattuto grazie alla fiducia riposta nelle istituzioni da alcuni cittadini asiatici e al costante lavoro di monitoraggio del territorio da parte dei Carabinieri. L’analisi incrociata dei singoli episodi di rapina ha svelato l’esistenza di una vera e propria struttura organizzata, con ruoli ben definiti tra chi fungeva da “palo” e chi eseguiva materialmente i colpi.

Nel corso dell’operazione odierna, oltre all’esecuzione delle misure restrittive in carcere e ai domiciliari, i militari hanno condotto numerose perquisizioni locali e personali, rinvenendo elementi di riscontro giudicati fondamentali dagli inquirenti, tra cui capi d’abbigliamento compatibili con quelli utilizzati durante le aggressioni e parte della refurtiva. Gli arrestati sono stati condotti in cella e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i successivi interrogatori di garanzia.

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