Napoli-Bologna, tante ombre e poche luci nel Napoli di fine girone d’andata

Napoli-Bologna
Per l'immagine, si ringrazia SSCN

Napoli-Bologna, tante ombre e poche luci nel Napoli di fine girone d’andata. Analizziamo insieme cosa manca alla squadra di Carlo Ancelotti

Napoli-Bologna era partita complicata. Non tanto dal punto di vista tattico, quanto dal punto di vista mentale.

Il Napoli veniva dalla sconfitta contro l’Inter e dalla tragica serata milanese.

Koulibaly ed Insigne fuori per squalifica, Hamsik fuori per infortunio (ne avrà almeno per un mese).

Squadra da reinventare sia nella formazione – ma questo, per Ancelotti, non è mai stato un problema – sia nella testa dei singoli.

Ed, in effetti, i 90′ hanno evidenziato una serie di problematiche, che paiono evidenti già da qualche turno.

Poca compattezza tra i reparti, una certa scarsità di idee, inserimenti tra le linee carenti e spesso fuori tempo.

I giocatori non trasferiscono un’idea di svogliatezza, questo no, ma senz’altro una carenza di piglio nell’approccio alle gare, che comincia a diventare preoccupante.

Certamente, la sconfitta contro il Liverpool e la sorprendente uscita dalla Champions hanno avuto una ricaduta pesante sulla psiche di giocatori, che stavano accarezzando il sogno di stupire tutti e passare un turno proibitivo.

Ma ciò che preoccupa di più è la difficoltà nell’impostazione di un gioco identitario, riconoscibile.

Non molte soluzioni date al portatore di palla, che spesso è costretto a continui cambi di gioco con rilanci lunghi, che non sono premiati dall’altezza di certo non himalayana dei nostri calciatori.

Ieri sera, in un San Paolo gremito come non si ricordava da molto tempo, ci si è affidati più ai colpi dei singoli che non ad un’idea di gioco capace di mettere in difficoltà un Bologna, che ha disputato la sua migliore gara di stagione proprio contro il Napoli.

Un’altra, grave, preoccupazione la desta la difesa priva di Koulibaly.

Il gigante senegalese si è preso la guida del reparto difensivo partenopeo e la sua assenza è pesata, e non poco, sia contro l’Inter (che infatti è andata a segno dopo la sua espulsione), sia contro il Bologna.

Tre reti incassate in 100 min senza il nostro muro difensivo.

Il che lascia spazio a due suggerimenti, anche in ottica mercato: non privarsi di Kalidou, onde evitare inversioni di tendenza preoccupanti e dotare il reparto di una pedina in grado di sostituirlo, quando necessario.

Entrambi aspetti molto difficili da realizzare, perché il mercato – e mi riferisco a quello della prossima estate – sicuramente sarà animato da corpose offerte per il difensore senegalese.

Offerte che, probabilmente, il Napoli farà fatica a rifiutare.

Una nota positiva, ampiamente positiva, la offre invece Milik.

Che riesce ad essere incisivo quasi sempre, quando chiamato in causa.

Ed a dimostrare le sue doti di centravanti di livello, contro i detrattori che lo vorrebbero inspiegabilmente lontano da Napoli.

10 gol segnati in questo girone di andata, per il polacco.

Altra cosa positiva, il bel gol di Dries Mertens, che chiude il girone di andata  quota 8 reti.

Bisogna ripartire da qui, dalle consapevolezze suggerite da questo Napoli-Bologna.

Mai come oggi, la pausa arriva opportuna.

I giorni di riposo potrebbero aiutare i nostri a ricaricarsi psicologicamente ed Ancelotti a trovare contromisure tattiche alle pesanti assenze delle prossime gare.

Ci sarà da affrontare il Sassuolo, per la Coppa Italia, e subito dopo la Lazio, nella prima di ritorno.

Hamsik tornerà disponibile soltanto a febbraio e c’è da lavorare intensamente su un centrocampo che desta qualche perplessità.

Intanto, i partenopei ieri hanno salutato la squadra, in quest’ultima giornata del 2018, affollando lo stadio in ogni settore.

Quasi 50.000, le presenze sugli spalti, ieri pomeriggio.

Un segnale positivo, in un momento molto delicato per la squadra di Carlo Ancelotti.