Morales, l’uruguaiano innamorato di Maradona



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Victor Ugo Morales, la storia dell’inventore del “barrilete cosmico” tra radio, giornali e censura politica

Victor Ugo Morales è un giornalista, scrittore e saggista uruguaiano. È diventato famoso però come cronista sportivo e, nonostante le sue origini, la sua storia è profondamente legata all’Argentina e alla sua nazionale. È infatti stato lui a commentare l’incredibile gol di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra ai Mondiali del 1986, coniando l’espressione “barillete cosmico”, che letteralmente significa aquilone cosmico. E in effetti in quell’azione il Pibe de Oro sembra davvero volare come un aquilone. Ed è da lì che tra i due nacque un’incredibile, particolare e bellissima amicizia.

Morales ha raccontato questo episodio in una lunga intervista concessa quest’estate al Corriere dello Sport, dove spiegava come la sua intenzione fosse quella di andare ben oltre le immagini, senza dover per forza recitare un copione, ma aprendosi alle sensazioni del momento, alla spontaneità dell’attimo. Quella giocata di Maradona, una vera e propria opera d’arte, gli permise di entrare nella storia. Una telecronaca appassionata e piena di pathos, con il ritmo della voce che sembrava seguire i tocchi del Pibe de Oro, con il timbro che marcava ogni passo. Poi la gioia, le lacrime, i ringraziamenti a Dio.

Da quel momento, il rapporto tra Morales e Maradona fu incredibile, nonostante fosse molto difficile diventare amico dei calciatori. Il giornalista ha sempre affermato di dover tanto al fantasista argentino, che lo ha aiutato nella carriera, ma ci tiene a precisare qualcosa: “Con lui è stata un’eccezione, anche se, a distanza di tutti questi anni, ci diamo ancora del lei. Tutti vogliono fare con Diego l’intervista della vita, per guadagnarci in fama e in importanza. Io non l’ho mai voluto fare”.

moralesLa storia di Morales però inizia molto prima di quel fantastico Mondiale. Precisamente nel 1966, quando a soli 19 anni inizia a lavorare a Radio Colonia. Fu il trampolino di lancio che lo portò, l’anno successivo, ad approdare a Montevideo, dove viene nominato direttore della sezione sport di Radio Oriental. Ma l’Uruguay di quel tempo non era un paese tranquillo, soprattutto per un giornalista come lui, che nelle cronache sportive inseriva analisi politiche, sociali, economiche. Perseguitato e osteggiato, si rifugiò in Argentina, dove lavorò per Radio Continental fino al 1987.

Le sue vicende politiche, però, non erano finite. Nel 2014 scoppiò il caso “Papel Prensa”, definito da Morales un vero e proprio “golpe mafioso”. Il giornalista viene licenziato, il Governo Macrì fa irruzione nell’Autoridad Federal de Servicios de Comunicacion Audiovisual e il suo presidente, Martin Sabatella, viene dimesso. A spiegare la situazione fu soprattutto Laureano Ponce, corrispondente di teleSur dall’Inghilterra, che parlò di censura da parte delle autorità statali nei confronti di un influencer come Morales.

Uomo politico e di sport, impegnato e preparato, il giornalista uruguagio è stato, ed è tuttora, un esempio e un modello da imitare e da seguire. Victor infatti è riconosciuto oggi come il telecronista sportivo per eccellenza dalla parlata spagnola. Un riconoscimento non indifferente, visti i tempi che ha raccontato e che ha vissuto. L’epoca è stata quella del calcio più vero, più bello e più passionale. Il tutto con un talento, un estro e una voce che probabilmente non hanno eguali. Si potrebbe tranquillamente definire come l’uruguaiano innamorato di Maradona. Ma forse c’è dell’altro. E forse si può e si deve andare molto oltre il barillete cosmico.

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