Montesanto e Libera ricordano Petru Birladeanu, ad otto anni dalla morte



Montesanto

Otto anni fa, il musicista Petru Birladeanu veniva ucciso da un proiettile vagante sparato da un commando che minacciava il quartiere. Oggi i ragazzi di Libera, contro le mafie, gli rendono omaggio alla stazione di Montesanto. La richiesta dei ragazzi è che la sua fisarmonica sia esposta pubblicamente e la stazione intitolata a lui

Ad otto anni dalla tragica morte, trenta ragazzi di Libera Contro le Mafie hanno ricordato oggi Petru Birladeanu.

petru
La morte di Petru Birladeanu, otto anni fa

Aveva 33 anni, Petru, e la sua morte sconvolse la città. Romeno, Petru era il musicista che morì due volte, ucciso prima dalla camorra e poi dall’indifferenza dei passanti.

La vita gli fu tolta dai proiettili vaganti di otto uomini a bordo di quattro moto, legati a quel tempo al clan Sarno, egemone nel quartiere di Montesanto. Ci mise un quarto d’ora a morire, e lo fece guardando in faccia la moglie Mirela, alla quale stringeva la mano.

Una parte della città lo calpestò come un rifiuto, nonostante la giovane moglie chiedesse aiuto. Fu colpito alla gamba e al torace. Non si rialzò mai più.

Oggi il presidio napoletano di Libera Vomero-Arenella, sotto la guida di Maria Teresa Nicasto ha ricordato quel tragico giorno. Insieme ai volontari, studenti dei licei Pansini (quarto e quinto ginnasio sezione B) e Sannazaro (quinta B). Ad accompagnarli erano i professori Nicola Spiezie e Francesco Parisi.

 

Distribuendo volantini a pendolari e passeggeri, i ragazzi hanno raccontato la storia del musicista, affinché non sia dimenticato.

“Petru è morto nell’indifferenza e paura di chi ha assistito alla sparatoria – spiegano Sveva e Francesca, studentesse del Pansini. “La gente era terrorizzata ad avvicinarsi a lui, nonostante la moglie invocasse aiuto”.

Ora i ragazzi chiedono che la stazione di Montesanto sia intitolata al giovane martire della criminalità e che la sua fisarmonica sia esposta in una teca. E’ ancora sporca di sangue. Quello che Petru versò quel maledetto giorno di maggio.

Leggi anche