Mondragone, scoperta una villa romana del III secolo a.c.



È tra il Monte Petrino e Monte Massico che la storia, fino ad oggi sepolta sotto ai nostri piedi, finalmente riemerge; ecco una grande scoperta a Mondragone

L’indagine archeologica svolta scientificamente dal Museo Civico Archeologico Biagio Greco di Mondragone, dall’ Università degli Studi di Perugia, dalla Soprintendenza Archeologica della Campania – Ufficio Scavi di Mondragone, è finanziata dal Comune di Mondragone, sindaco avv. Giovanni Schiappa. Il lavoro di equipe ha portato ad una grande scoperta: una casa colonica a carattere produttivo, di età romana e databile al III secolo a.C!. La villa dagli ambienti rinvenuti, ha permesso di evidenziare il carattere strettamente produttivo che collega il sito a quella che era la produzione del vino, il Falerno, conosciuto sulle tavole dell’antica Roma. Il ritrovamento di tracce di un torchio di grandi dimensioni, con i segni evidenti sia sulle pietre che sul terreno, ed una grande vasca probabilmente di contenimento ci affermano la presenza di ambienti di lavorazione del pregiato vino. L’importanza di questo rinvenimento è avvalorata dalla ricerca archeologica e scientifica che sul territorio ha permesso di individuare tracce di alcuni vigneti fossili di età romana.

Nonostante gli ambienti attualmente indagati riportano a luoghi dediti alla lavorazione ed alla produzione di vino, sono stati scoperti dei pavimenti in cocciopesto decorati con meandri di pietra calcarea bianca; lasciandoci  immaginare che, come tipico nelle ville d’epoca romana, c’era una continua ricerca del gusto e del bello anche in luoghi dove l’utilizzo degli stessi poteva non lasciar posto a tali ricercatezze.

Questa scoperta è fondamentale per la città di Mondragone, perché è la prima indagine archeologica ad un sito di epoca romana che va a completare un quadro di ricerche dopo quelle preistoriche e medievali.

Che dire un vero e proprio salto nel passato, e questo salto non è aprendo un libro di storia, qui è la storia che ci chiama per  uscire allo scoperto, e per toccarla con mano!

La missione di scavo, tutt’ora in corso, è guidata da Luigi Crimaco, direttore archeologo del Museo di Mondragone, da Gianluca Grassigli, professore di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Perugia e da Graziella Ruggi D’Aragona, Archeologo della Soprintendenza della Campania, direttrice dell’Ufficio Scavi di Mondragone. Sul campo le operazioni di scavo e rilievo sono coordinate dall’Archeologo Francesco Melia, membro dell’Equipe tecnico-scientifica del Museo Civico Archeologico di Mondragone ed eseguite da numerosi studenti dell’Università degli Studi di Perugia.

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