29 Luglio 2022

Maurizio de Giovanni a casa dopo l’infarto

Maurizio De Giovanni dopo l'infarto: Lo scrittore ha avuto un problema cardiocircolatorio il 13 luglio, ed è stato ricoverato al Cardarelli dove ha ricevuto un intervento di angioplastica

maurizio de giovanni dopo l'infarto

MAURIZIO DE GIOVANNI DOPO L’INFARTO-Maurizio de Giovanni torna a scrivere sulle sue pagine social dopo l’infarto di cui è stato vittima. Lo scrittore ha avuto un problema cardiocircolatorio il 13 luglio, in seguito al quale è stato ricoverato al Cardarelli. All’ospedale di Napoli ha ricevuto un intervento di angioplastica, e quasi subito è risultato essere fuori pericolo. Dopo sei giorni, l’uomo ha fatto rientro a casa.

“Batte. Batte ancora. Non che abbia mai smesso, naturalmente. Diciamo che a un certo punto s’è inventato una storia, e mentre me la raccontava si è così tanto immedesimato da diventare un po’ troppo realistico”. Queste le parole dell’autore del Commissario Ricciardi e de I bastardi Pizzofalcone, che simula quasi una storia per riportare quanto accaduto ai suoi seguaci.

”Immaginiamo che decida di fermarmi […]. Che succeda come un fulmine, abbagliante e immediato, alle soglie del declino e della perdita di forza. L’auto correva verso l’ospedale e l’infermiera geniale diceva codice rosso avendomi solo guardato in faccia da venti metri, mentre si completava il viaggio verso un luogo di assoluta eccellenza e professionalità, mentre attorno a me ognuno sapeva con esattezza quello che doveva fare, in una coreografia perfetta che era un inno alla competenza, mi chiedevo il perché dell’assenza della paura. Avvertivo piuttosto una strana malinconia, una specie di assurda nostalgia del futuro. Un senso di cose perdute, un vago scrupolo, come quando ci si addormenta vinti dalla stanchezza avendo ancora qualcosa di importante da fare”.

L’elogio al Cardarelli

Non manca inoltre, l’elogio al Cardarelli, per il trattamento ricevuto e l’appello rivolto direttamente ai lettori: “Sì, forse era una bella storia. Forse è quella giusta, che prima o poi ci racconteremo. Ma grazie a quella coreografia d’eccellenza per ora il finale è diverso. Ed è così diverso che ho potuto leggere le migliaia di messaggi, ai quali mi perdonerete se non rispondo singolarmente rinviando l’abbraccio e le risate e le lacrime agli incontri che avremo di persona, perché la vita riprenderà come prima, perché così deve essere. Quello che dovevo dirvi oggi è che batte. Batte ancora. E batte per le stesse cose di prima, una città azzurra e disgraziata, e un popolo allegro e malinconico che mi raccontano storie. Storie che forse, e dico forse, mi hanno salvato la vita”.

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