Lettera d’amore (mai scritta) di Josè Maria Callejon. “Quizas, quizas, quizas”

la lettera di Josè Maria Callejon

Josè Maria Callejon e Napoli: storia di un amore profondo e silenzioso. La lettera (mai scritta) del 7 che ha fatto innamorare Partenope

LETTERA MAI SCRITTA DI JOSE’ MARIA CALLEJON – Ciao Napoli, come stai? Era da un po’ che non ti regalavamo spettacolo, emozioni, vittorie, trofei. Eppure, sai, da sette anni a questa parte io ho sempre sputato sangue su quella fascia per veder realizzati i nostri ed i vostri sogni.

Sono arrivato qui in punta di piedi, tra lo scetticismo di chi mi ha denominato “la riserva del Real Madrid” e la stima di un grande tecnico che ha visto in me l’uomo ideale per la rifondazione partenopea. Ho risposto presente: con Raul, Gonzalo, Dries. Ho scommesso su questa città spesso maltrattata, ma meravigliosa e per certi aspetti unica.. un po’ come la mia Terra, la Spagna, fatta di gente che ama il mare, il sole, il calcio.

Non è stato semplice abituarsi al calore che il popolo partenopeo riserva a noi calciatori anche fuori dal campo: sono un uomo riservato, non amo i riflettori e le copertine, ma vi ho amato in silenzio insieme a Marta e a tutta la famiglia Callejon: India e Aria sono cresciute qui, sotto l’ombra del Vesuvio, in questi vicoli meravigliosi e in questo scorcio di paradiso che mi hanno reso l’uomo che sono. Che sempre sarò.

Abbiamo alzato insieme dei trofei con mister Rafa e ora Gattuso ha saputo dotarci di nuova linfa vitale. Siamo tornati a divertirci, a divertire, a far fronte comune: che peccato non potervi vedere in ogni angolo del meraviglioso San Paolo per incitarci a gran voce! Quanto fa male non vedere le bandiere azzurre sventolare in curva e non poter condividere con voi la gioia di una vittoria.

All’Olimpico sono scoppiato in lacrime: il cuore mi esplodeva di gioia per la vittoria, ma il peso dell’addio mi è piombato addosso come un macigno, in uno stadio vuoto senza la mia gente, senza poter regalare loro un ultimo inchino. Non poteva finire così.

I soldi non sono tutto nella vita, non per chi ha voglia di dimostrare alla città che ha saputo accoglierlo tutto l’amore che prova nei suoi confronti. Due mesi senza stipendio non mi cambieranno l’esistenza: mentirei se vi dicessi che andar via senza l’abbraccio delle mie curve non mi spezzerebbe il fiato.

Resto, ancora per un po’. Insieme a questa lettera Vi lascio una canzone, nella mia lingua, melodica ed armoniosa come il vostro dialetto,

Con immenso amore, Josè Maria Callejon

Siempre que te pregunto
Que, cuándo, cómo y dónde
Tú siempre me respondes
Quizás, quizás, quizás

 

Y así pasan los días
Y yo, desesperando
Y tú, tú contestando
Quizás, quizás, quizás

 

Estás perdiendo el tiempo
Pensando, pensando
Por lo que más tú quieras
¿Hasta cuándo? ¿Hasta cuándo?

 

Y así pasan los días
Y yo, desesperando
Y tú, tú contestando
Quizás, quizás, quizás

 

Estás perdiendo el tiempo
Pensando, pensando
Por lo que más tú quieras
¿Hasta cuándo? ¿Hasta cuándo?

 

Y así pasan los días
Y yo, desesperando
Y tú, tú contestando
Quizás, quizás, quizás

LETTERA D’AMORE (mai scritta) DI JOSE’ MARIA CALLEJON A NAPOLI