Ven - 28 Gennaio 2022
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Installazioni Napoli: teschi di cartapesta sulle statue, ecco il “colpevole”

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Updated on 28 January 2022 5:34

Installazioni Napoli: teschi di cartapesta sulle statue in città, il “colpevole” si fa avanti e spiega il motivo

Nella notte tra il 18 ed il 19 ottobre sono apparsi sulle statue della città di Napoli e di molte altre città italiane (Venezia, Milano, Roma, Firenze, Torino, Palermo, Padova e Verona) delle installazioni costituite da teschi di cartapesta.

L’autore è l’artista Michele Tombolini, che stava realizzando il progetto: “The voice off the planet“, in collaborazione con un movimento ambientalista, Extinction Rebellion.

Le maschere rappresentavano un teschio con una croce nera sulla bocca; le installazioni, come affermato dall’artista, sono avvenute: “nel massimo rispetto delle opere pubbliche, senza arrecare danno alcuno”.

Ecco il significato delle installazioni, spiegato da Michele Tombini steso:

“Affronto per la prima volta la questione ambientale per incoraggiare una presa di responsabilità in merito a tutto ciò che riguarda l’inquinamento, la crisi climatica e la sesta estinzione di massa, quel disastro che ormai tutti iniziamo ad avere sotto gli occhi. Il teschio, che ho spesso utilizzato in altri miei lavori, qui assume il valore simbolico della morte della pianeta, e nel contempo anche della sua rinascita. Una terra che possiamo ancora aiutare, quindi, perché dalle nostre menti possono uscire le idee più distruttive come le soluzioni più giuste, le tecnologie più efficienti, le innovazioni più straordinarie, dipende dall’uso, abuso e disuso che se ne fa.

I teschi sono completati dall’apposizione di alcune piante sul cranio, come simbolo di una delle possibili vie di redenzione, e dal simbolo di una croce nera sulla bocca, che contraddistingue gran parte della mia produzione e che rappresenta la censura di cui siamo vittime. Quella censura che per primo combatto con sempre più convinzione e forza, dando voce a chiunque non possa parlare o dire la verità, in questo caso per comunicare l’emergenza climatica che stiamo vivendo”.

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