18 Gennaio 2023

I Fiumi Volturno e Calore esondano, ecco i danni

Mal tempo, dopo le forti piogge di questa notte esondano i fiumi Volturno e Calore. La Coldiretti monitora i danni ai vigneti e a cose

Volturno Calore

Napoli. Il mal tempo delle ultime ore sta causando innumerevoli danni a cose e persone, la Protezione civile ha prolungato l’allerta meteo mentre molti cittadini campani hanno allarmato i vigili in seguito all’esondazione dei fiumi Volturno e Calore.

Il fiume Volturno e il fiume Calore, infatti, in alcuni punti del loro percorso a causa delle abbandonanti piogge di stanotte sono usciti dagli argini creando innumerevoli danni ai vigneti e ai raccolti. L’esondazione del fiume Volturno è stata comprovata nell’Alto Casertano, nella zona di Baia e Latina, allagando i campi. Il fiume Calore è esondato, invece, tra Solopaca e Paupisi, distruggendo i vigneti circostanti. La Coldiretti di caserta e Benevento sta monitorando la situazione.

Così come riportato anche da Vesuviolive.it, La Coldiretti in merito all’esondazione del Volturno e del fiume Calore ha dichiarato quanto segue:

Se pioggia e neve sono attese per ripristinare le scorte idriche in laghi, fiumi, terreni e montagne, i forti temporali con precipitazioni violente – sottolinea la Coldiretti – provocano disastri quando l’acqua cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con frane e smottamenti. La pioggia per essere di sollievo – continua la Coldiretti – deve infatti durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa. Si assiste ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – precisa la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 a livello nazionale i 6 miliardi di euro”.

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