Giugliano: quando la politica diventa “Trash”!

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Giugliano, l’ordinanza del sindaco Poziello di vietare alcolici ai minori nel centro fa discutere, soprattutto per una legge che già vieta il consumo degli stessi. Se forse si ha bisogno di mettere a fuoco un problema già noto, probabilmente non è ironizzando sulle ordinanze che si risolvono i problemi…

Giugliano – L’esempio viene proprio dall’opposizione con Nicola Palma, M5S che su un post di Facebook sbeffeggia l’ordinanza del sindaco Antonio Poziello: “Sei utile come un’ordinanza del Sindaco che vieta la vendita di alcolici ai minori”, proprio a sottolineare la presunta inutilità di un’ordinanza pubblica che vieta il consumo di alcolici nel paese.

Si cade nel trash quando lo stesso Palma, è costretto a battibeccare con una ragazza che giustamente gli fa notare che non c’è nulla di male rincarare la dose in un paese come Giugliano già ricco di problemi “Sì critico una battuta stupida piuttosto che un ordinanza. Ai ragazzini d’oggi bisogna dare un freno, se questa giuglianoordinanza serve a farli state buoni per me è utile. Non è bello vederli il sabato sera quasi in coma etilico! Dare un messaggio forte, ribadirlo più e più volte potrebbe, non pensi, aiutare a fermare questa piaga?”criticandolo di non aiutare il sindaco e l’amministrazione, piuttosto, passare il tempo a prendersi gioco di Poziello sui social “Questo si può fare ma piuttosto di fare ste guerre politiche via Facebook perché non si aiutano? Piuttosto di dirsi dal vivo ciò che pensano perché usare il pc? Se una persona sta sbagliando io l’aiuto di certo non lo grido via Social per mostrarmi migliore”.

Una vera e propria lezione di vita.

La caduta di stile però, è dietro l’angolo, ed è proprio Palma a paragonare (ironizzando ancora…) una presunta ordinanza che vieterebbe l’aggressione ai vigili “…e perchè non fa quella intitolata “non picchiare i vigili ?” (ricordando l’aggressione avuta dagli ufficiali pochi giorni fa…) a quella dell’alcol.

In un momento delicato per la città di Giugliano, rendersi artefici di un malcontento non giustificato, soprattutto a pochi mesi dalle elezioni, può diventare un boomerang per gli equilibri di un paese già martoriato da pressioni e pubblicità negative. Rendere pubblico il proprio dissenso è giusto e sacrosanto, ma con rispetto ed umiltà. Perché il lavoro è tanto, e per quanto possano essere giusti video, denunce e questo nuovo modo “social” di fare politica, non bisogna dimenticare mai che dietro un politico c’è sempre un uomo, e che soprattuto al di la di uno schermo ci sono centinaia di persone che non potrebbero capire l’ironia…