23 Settembre 2015

Emergenza rifiuti a Napoli, Bassolino e Pansa vengono assolti

In seguito all’accusa dell’emergenza rifiuti, la conclusione del dibattito, risulta che accusa e difesa sono sulla stessa linea: “Il fatto non sussiste” 

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È la formula a cui entrambe le parti sono giunti ieri, ovvero che l’accusa nei confronti di Bassolino e Pansa non sussiste.

Ieri in aula si è presentata la difesa, dove gli avvocati, Carlo di Casola e Giuseppe Fusco, difensori di Antonio Bassolino e Alessandra Pansa, hanno preso la parola in aula ed hanno tirato le somme dell’inchiesta, che nel 2011 lanciò l’ipotesi di omissioni di fronte ai rischi per la salute pubblica durante l’emergenza rifiuti del 2008, cercando di chiarire due aspetti in particolare:

l’esistenza di un concreto pericolo di epidemia in seguito all’emergenza rifiuti

e le precauzioni adottate dalle autorità per fronteggiarlo.

In seguito all’ascolto di testimoni, analizzando i risultati di esami e studi tecnici, il quadro si è modificato nel corso del dibattito. Si è tornati indietro allo scopo di eliminare, in aula, l’accusa al centro di un indagine nata dai risultati delle vendite nelle farmacie presenti nei comuni interessati maggiormente dalla problematica dell’emergenza dei rifiuti, attribuendo un  maggiore acquisto di farmaci, in seguito ad un forte incremento di patologie.

Era il periodo tra il novembre 2007 e gennaio 2008 quando Alessandro Pansa, oggi capo della polizia ma ex prefetto di Napoli,  era commissario delegato per l’emergenza rifiuti. Una funzione che era sussidiaria rispetto a quella del governatore e dei sindaci, e prevedeva un intervento solo nel caso fosse stato informato di particolari criticità. Nel processo, a parere della difesa, è emerso che esisteva un problema sanitario d’emergenza, ma non era in atto un’epidemia né ve n’era pericolo e che il commissario non aveva avuto informazioni su rischi in corso, di qui il venir meno del presupposto della contestazione di omissione in atti di ufficio e la richiesta di assoluzione perché “il fatto non sussiste“. Analogo discorso per Antonio Bassolino, ex sindaco di Napoli ed ex governatore tornato in questi giorni sullo scenario politico, per le voci su una sua possibile ricandidatura.  La  sua difesa ha sostenuto che dal dibattimento non sono emerse prove che nel periodo più critico la Regione fosse stata informata in modo da obbligare Bassolino ad interventi che, stando al capo di imputazione, avrebbe poi omesso di adottare, né dalle certificazioni e dalle relazioni degli esperti emergeva il rischio di una epidemia, di qui la richiesta di assoluzione con la formula più ampia.

Ora non ci aspetta che attendere la decisione dei Giudici. Sarà il collegio della quarta sezione penale presieduto dal giudice Loredana Acierno a firmare la sentenza.

Esattamente tra un mese, la Camera di Consiglio darà il verdetto, nonché atto conclusivo del primo grado di giudizio.

Tra gli imputati oltre i principali protagonisti nominati precedentemente, vi sono anche undici fra ex commissari e sindaci in carica, sempre negli anni 2007 e 2008.

Per tutti il dibattito si è aperto due anni fa, con l’accusa di omissione in atti di ufficio, e potrebbe concludersi ora con un’assoluzione, se i giudici deciderannhttps://it.wikipedia.org/wiki/Camera_di_consiglioo di concludere il processo senza condanne.

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