Cosentino, scatta l’accusa di corruzione



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Nicola Cosentino è accusato di corruzione di un agente di Polizia penitenziaria, ordine di arresto per il cognato e obbligo di dimora per la moglie

A volte ritornano” era una raccolta di racconti del noto scrittore americano Stephen King da cui sono stati tratti alcuni adattamenti cinematografici, ma non siamo qui per fare una lezione sul cinema degli anni ’80-’90. La citazione è d’obbligo quando c’è di mezzo, dopo un anno, l’ex sottosegretario Nicola Cosentino.

Nuova ordinanza di custodia cautelare per il suddetto Cosentino, già detenuto in carcere e adesso accusato dalla Dda di Napoli per il reato di corruzione. In più c’è anche l’ordine di arresto per il cognato dell’ex sottosegretario e un agente di Polizia penitenziaria e obbligo di dimora per la moglie di Cosentino.

Già destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare il 3 aprile 2014, oggi l’accusa è di aver ottenuto favori da agenti di Polizia penitenziaria nel carcere di Secondigliano. Alcuni agenti gli avrebbero fatto pervenire messaggi di parenti e conoscenti insieme ad alcuni oggetti. Qui entra in causa il cognato, Gennaro Esposito (54) che avrebbe consegnato i messaggi e gli oggetti sopra citati. In più ci sarebbero alcuni filmati che testimonierebbero gli incontri con alcuni agenti della Polizia penitenziaria.Cosentino

Ricordiamo che Nicola Cosentino era stato trasferito dal carcere di Secondigliano, con l’accusa di collusione con il clan dei Casalesi, in quello di Terni. Una decisione, questa, in seguito a una perquisizione nella sua cella adottata dal pm Vanorio e dal procuratore aggiunto Borrelli nell’ambito di un’indagine del pool antimafia, durante la quale è stato ritrovato un Ipod recapitato all’ex sottosegretario tramite un agente di Polizia penitenziaria indagato per corruzione.

I favori in carcere sarebbero avvenuti grazie al coinvolgimento di Umberto Vitale, 43 anni, agente di Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Secondigliano che avrebbe incontrato per ben 36 volte il cognato di Cosentino, il già citato Gennaro Esposito nonché consigliere comunale a Trentola-Ducenta. Gli incontri, a tesmonianza dei filmati, sarebbero avvenuti presso un distributore di benzina a Succivo. L’ agente avrebbe ricevuto oggetti e documenti da far recapitare a Cosentino in cambio di soldi e dell’ assunzioni di familiari, fra i suddetti oggetti ci sarebbe anche l’Ipod ritrovato nella perquisizione del 21 marzo scorso che ha, poi, portato al trasferimento dell’ex deputato al carcere di Terni.

L’ ex sottosegretario, domani, sarà in video-conferenza al processo Eco4 sulle infiltrazioni della camorra nei consorzi di bacino casertani al tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

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