21 Febbraio 2020

Coronavirus, in Lombardia è il caos: “Non abbiamo mascherine!”

coronavirus

Dopo i casi di Coronavirus accertati a Codogno, centinaia di chiamate arrivano ai centralini degli ospedali per casi di febbre e dolori: “Non abbiamo mascherine per visitarli”

Nell’area lodigiana è il caos a causa del Coronavirus e i casi accertati di contagio di tre persone e altre 60 messe in quarantena.

I centralini degli ospedali sono in costante contatto con centinaia di persone che stanno chiamando a causa dei classici sintomi influenzali (che ricordiamo sono gli stessi provocati dal coronavirus), terrorizzati dal contagio.

Il presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Lodi Massimo Vajani, in un’intervista ad Adnkronos, dichiara che:

“Da questa mattina siamo bombardati dalla chiamate dei colleghi medici di famiglia che sono allarmati per i casi positivi di coronavirus e vogliono sapere che cosa devono fare.

Ora ad esempio devo andare a visitare una ragazza con febbre e non ho la mascherina, nessuno ci ha dotato di questi strumenti.

Ancora non so nulla di preciso quando ci fu il pericolo Sars furono distribuite anche a noi le mascherine.

Aspettiamo che qualcuno dalla prefettura ci convochi per capire il da farsi”.

Non uscite di casa! L’invito della Regione Lombardia

Intanto arriva l’invito a mezzo ufficiale e a scopo precauzionale, l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera:

“Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali”

L’assessore ha chiesto a chi avverte sintomi influenzali di non andare in ospedale, ma chiamare il 112.

Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione

e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio.

È attiva da ieri sera, 20 febbraio, una task force regionale che sta operando in stretto contatto con il Ministero della Salute e con la Protezione Civile.

La maggior parte dei contatti delle persone risultate positive al coronavirus è stata individuata e sottoposta agli accertamenti e alle misure necessarie”

Leggi anche: Coronavirus, in quarantena 60 persone

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