Carabiniere napoletano ucciso: nuovi sviluppi



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FOTO: teleclubitalia.it

Nuovi sviluppi per quanto riguarda il caso del carabiniere ucciso a Roma la notte del 26 luglio. Il 35enne era originario di Somma Vesuviana.

Dopo la notizia di qualche giorno fa, giungono aggiornamenti sul fronte dei colpevoli e delle accuse ad essi rivolte. Il gip di Roma ha confermato il fermo per Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjort, i due americani accusati dell’omicidio di Mario Cerciello Rega, carabiniere accoltellato a Roma il 26 del corrente mese. I due sono accusati di tentata estorsione e concorso in omicidio, e così come sollecitato dalla Procura, resteranno in carcere.

Stando alle ricostruzioni la vicenda di due notti fa sarebbe stata questa:
i due giovani stranieri erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina.
Dopo aver scoperto l’inganno hanno rubato la borsa del pusher che conteneva il suo cellulare. L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per farsi restituire la borsa. Lo spacciatore avrebbe poi chiamato anche il 112 per denunciare lo scippo e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa.
Come pattuito all’orario stabilito, i due carabinieri in borghese si sono recati in via Cossa, una zona centrale piena di studi di avvocati. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una colluttazione durante la quale il vicebrigadiere Cerciello è stato colpito con otto coltellate.

Ai microfoni de Il Mattino è intervenuta anche la moglie di Mario, rimasta precocemente vedova a 33 anni: “Spero che i due americani marciscano in galera perché hanno ucciso un giovane d’oro. Vorrei che le autorità fossero più intransigenti possibile con questi individui. La vita è ingiusta“. I due si erano sposati solamente un mese fa, precisamente il 19 giugno.

Secondo quanto riporta ANSA, stanno continuando i pellegrinaggi silenziosi di conoscenti e persone care che vogliono ricordare Mario Rega. Giungono infatti fiori e striscioni davanti alla sua villetta situata a Somma Vesuviana, comune napoletano da cui proveniva il carabiniere.
Nonostante la casa sia vuota, visto che i parenti si sono subito recati a Roma dopo l’accaduto, neanche gli abitanti di Somma hanno fatto mancare la vicinanza e i messaggi di cordoglio verso il concittadino, con striscioni e scritte commemorative.

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