La campagna elettorale politiche è perpetua in Italia
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LA CAMPAGNA ELETTORALE POLITICHE È PERPETUA IN ITALIA
È notte fonda. Fa caldo, sento i rumori dei condizionatori. Sarà difficile prendere sonno. Nella centrifuga dei pensieri la mente rispolvera la giornata e si proietta all’avvenire. Desideri, programmi e sogni, certo. Ma anche timori e preoccupazioni per il futuro. L’aria che tira in Italia è pesante. Per l’afa, mi direte. Giusto, ma il clima è rovente tutto l’anno. Ed è già da un pò che lo penso.
Siamo entrati in un circolo vizioso dal quale risulta ahimé complesso uscirne fuori. Sento parlare di legittima difesa per chi rincorre e spara ai malviventi. Che certo devono mettere in conto di rischiare la pelle. E le cui famiglie mai dovrebbero avere risarcimenti. Dura lex, sed lex. Mi insegnavano al liceo. Ascolto quelli bravi, che hanno studiato diritto. E dimenticano che la legge nel 2019 è stata attuata dall’esecutivo di cui faceva parte Salvini. Che evidentemente ora necessita di una cura a base di fosforo. Modus operandi in continuità con i suoi ideali. Che lo spingono a inseguire il ministro Nordio e implorare la grazia per il gioielliere. Dimenticando…o forse no che è esclusiva prerogativa del Presidente della Repubblica.
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Come si possono far circolare fake news e condannare per le sue origini un ragazzo da 36 anni in Italia? Tra l’altro in tangibile stato di alterazione psicofisica e disarmato? Credete veramente che il Sindaco di Bologna abbia autorizzato una manifestazione così violenta per sfasciare la città? O forse ci sono mente calde, mentecatti ed elementi pericolosi, al netto dei colori politici che non vedono l’ora di mettere a ferro e fuoco i nostri territori? Siamo umani, tutti possiamo sbagliare. E se un professionista commette un errore, è giusto che paghi. Con buona pace della categoria di cui fa parte. Senza cadere nella pericolosa e grave generalizzazione.
Contestualizziamo gli argomenti. Abbandoniamo gli slogan e comprendiamo le dinamiche. Senza cadere nei tranelli propagandistici della politica. Non è il tifo da stadio. Non è una battaglia sportiva che termina al 90′. È la nostra vita. È il futuro delle nostre famiglie. E non si può accettare l’assenza di stato di diritto in un Paese democratico. Così come non è tollerabile che un generale o sedicente tale acquisti hype con concetti medievali, retrogradi e fuori da ogni collocazione razionale. Spingendosi addirittura a una sfida di testosterone con i suoi avversari politici e spregevoli clip di AI, che ricordano la bramosia di ricostruzione in quel di Gaza. Si includa nel discorso anche l’attivista che per sfuggire alla condanna si fa eleggere eurodeputata. E licenzia senza giusta causa i suoi collaboratori.
Amo scrivere, raccontare la realtà dei fatti. E non voglio sentire nella Tv di Stato di ‘escursionisti’. Chiamateli con il vero nome. Terroristi israeliani che eseguono gli ordini del boia di Tel Aviv e del compagno di merenda a quasi 10.000 km. A Gaza si continua ad uccidere e fino a qualche mese fa in Italia di parlava di legittima difesa, dopo i fatti del 7 ottobre. Dimenticando la storia. Anzi, omettendola. È quasi giorno ma per rivedere un’alba serena dovremo attendere ancora un pò. E dipenderà anche e soprattutto da noi.
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