Bagnoli, De Magistris: “Il Governo proceda in fretta alla bonifica”

Bagnoli

Il Sindaco di Napoli, Luigi De Masgistris, ha invitato il Governo ad accelerare le operazioni di bonifica dell’area di Bagnoli, manifestando la piena disponibilità del Comune a collaborare

È oltre un anno, almeno dall’emanazione del decreto Sblocca-Italia del settembre 2014, che Bagnoli è al centro di un braccio di ferro istituzionale. Da Roma il Governo ha esautorato gli enti locali partenopei decidendo la nomina di un commissario straordinario, Salvatore Nastasi, che provvederà alla bonifica dell’area coadiuvato da una cabina di regia e attraverso un ente attuatore (Invitalia). La decisione ferma del Consiglio dei Ministri è volta, evidentemente, a porre fine a vent’anni di sprechi, promesse mai realizzate, inchieste e malaffare che hanno dominato l’area dell ex Italsider.

Da Napoli il Sindaco Luigi De Magistris è immediatamente salito sulle barricate, iniziando una battaglia serrata contro la scelta di Matteo Renzi di interrompere qualsiasi dialogo col Comune di Napoli. E quindi dichiarazioni di sfida e ricorso al Tar da parte del Comune contro il commissariamento della riqualificazione di Bagnoli. De Magistris, insieme all’avvocatura del Comune, lamenta l’incostituzionalità della scelta contenuta nel decreto Sblocca-Italia.

Oggi il Sindaco di Napoli ha volute mettere le cose in chiaro: nessuno strumentalizzi il ricorso al Tar per rallentare ulteriormente l’inizio della bonifica. “Le cose operano su due piani diversi”, dice De Magistris. Il sindaco ha fatto riferimento ad un documento inviato, nei giorni scorsi, al commissario Nastasi per dare la disponibilità dell’ente all’azione di bonifica. Nessuno dica, dunque, che se la bonifica non è cominciata è colpa del Comune: “L’opera di completamento della bonifica spetta al governo in primo luogo. E siccome ha voluto commissariare quell’area, noi abbiamo semplicemente detto  cominciate a dare dei segnali procedendo con la bonifica”.

Peraltro, anche il leader della Fiom Maurizio Landini oggi si schiera al fianco di Luigi de Magistris sul fronte del no al commissariamento della bonifica nell’area di Bagnoli, dando appuntamento il 16 dicembre a tutte le realtà locali che hanno organizzato la “costituente di Bagnoli”. La Cgil invece, sulla questione, si è allineata alla scelta di Matteo Renzi.

Al centro dei fuochi incrociati è, ovviamente, Bagnoli, un territorio ferito e umiliato, in attesa della realizzazione dell’opera di bonifica da sempre promessa. Da florida zona industriale a terra avvelenata. Nel 1990 il governo stanziò 390 miliardi di lire. Oggi sono sotto processo ex amministratori e dirigenti di BagnoliFutura con l’accusa di disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato. L’opera di bonifica non è mai stata fatta.

Il Governo Renzi ha affermato che la bonifica si farà e ha promesso lo stanziamento di 50 milioni in favore di quest’opera. Solo promesse?