Sciopero generale del 30 ottobre 2026: le città coinvolte contro il carovita
Da Bologna a Roma, mobilitazione generale contro il carovita e l'economia di guerra. I sindaci chiedono un incontro al governo prima della legge di bilancio
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SCIOPERO 30 OTTOBRE 2026 – Venerdì 30 ottobre si preannuncia una giornata di mobilitazione generale in tutta Italia. Promossa dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e da altre organizzazioni, la protesta si prepara a coinvolgere almeno quaranta piazze lungo la penisola per contestare il carovita, le politiche del governo e le spese legate all’economia di guerra.
Parallelamente alla protesta di piazza, sul fronte istituzionale nove sindaci delle principali città metropolitane — tra cui Matteo Lepore per Bologna, Roberto Gualtieri per Roma e Beppe Sala per Milano — hanno avanzato una richiesta formale di incontro alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sollecitando un confronto urgente prima della definizione della legge di bilancio per sostenere famiglie e imprese.
Le principali piazze in Emilia-Romagna, Marche e nel resto d’Italia
La mobilitazione interesserà numerosi centri urbani con appuntamenti fissati fin dalle prime ore del mattino:
- A Bologna: il corteo principale prenderà il via alle ore 9:30 da Piazza Maggiore.
- Negli altri capoluoghi emiliani: a Ravenna il ritrovo è previsto alle 9:00 in piazza del Popolo, a Rimini alle 9:00 all’Arco d’Augusto e a Piacenza alle 8:00 dal parcheggio Cheope.
- Nelle Marche: la protesta si concentrerà ad Ancona con raduno alle 10:30 in corso Carlo Alberto.
- Nelle grandi città italiane: manifestazioni analoghe sono state programmate a Milano (piazza Duca d’Aosta), Roma (piazza dei Cinquecento), Torino, Genova, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Padova, Trieste e Cagliari.
Inoltre, sul territorio bolognese, il movimento Potere al Popolo ha organizzato un presidio preventivo martedì 27 ottobre davanti alla sede di Hera, puntando i riflettori sui dividendi della multiutility e chiedendone l’impiego per calmierare il costo delle bollette energetiche e del trasporto pubblico locale.
Le richieste sindacali e la protesta nei porti
La piattaforma dello sciopero punta a spostare le risorse pubbliche dal comparto armamenti e dal riarmo al sostegno del reddito delle famiglie. Tra i punti cardine della protesta figurano:
- La richiesta di aumenti in busta paga e il ripristino della scala mobile.
- Il blocco dei prezzi dei beni primari e la riduzione dell’Iva sui consumi essenziali.
- Misure concrete contro il caro-affitti, il caro-mutui e le tariffe energetiche.
Oltre alle piazze, la mobilitazione coinvolgerà anche i terminal marittimi. Diverse organizzazioni sindacali, tra cui l’Usb, hanno confermato iniziative di protesta in oltre cento porti distribuiti in diciassette nazioni contro il traffico di armi. In Italia le azioni riguarderanno vari scali, tra cui Genova, Trieste, Ravenna, Livorno, Civitavecchia e Gioia Tauro, per legare la richiesta di pace alla corretta destinazione delle risorse pubbliche.
Fonte: Il Resto del Carlino
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