26 Ottobre 2026

Femminicidio Giulia Tramontano: riconosciuta premeditazione per Impagnatiello

I giudici di Milano accolgono la linea della Cassazione: disposto l'isolamento diurno di 3 mesi oltre all'ergastolo per l'ex barman. Lo sfogo della sorella Chiara: "Non si è mai pentito".

Immagine di repertorio

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FEMMINICIDIO GIULIA TRAMONTANO – Svolta giudiziaria nel procedimento a carico di Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per il femminicidio della compagna Giulia Tramontano, uccisa con 37 coltellate nel maggio 2023 a Senago mentre era incinta al settimo mese del figlio Thiago. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha accolto l’indicazione della Cassazione, riconoscendo l’aggravante della premeditazione, che era stata precedentemente esclusa nel primo giudizio di secondo grado.

La nuova decisione comporta l’aggiunta dell’isolamento diurno per la durata di tre mesi alla pena dell’ergastolo che l’ex barman sta già scontando nel carcere di Pavia. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza avverrà entro 45 giorni.

Femminicidio Giulia Tramontano: la sentenza dopo il rinvio della Cassazione

Il processo d’Appello bis si è reso necessario a seguito dell’intervento della Suprema Corte del 9 aprile scorso. I giudici di legittimità avevano annullato con rinvio la precedente decisione di secondo grado del giugno 2025 – che aveva tolto la premeditazione –, evidenziando la necessità di riesaminare elementi fondamentali quali:

  • La somministrazione continuativa di veleno per topi alla vittima, iniziata a dicembre 2022 e intensificata nelle settimane precedenti al delitto.
  • Le ricerche online effettuate dall’imputato su sostanze letali prima del 27 maggio 2023.

Le argomentazioni dell’accusa e della difesa

Nel corso dell’udienza, la sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri ha sottolineato come le azioni dell’imputato dimostrassero la “massima intensità del dolo”, evidenziando le ricerche web su come bruciare il corpo nella vasca da bagno prima ancora che la vittima rientrasse a casa.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Giulia Geradini, ha invece sostenuto che la somministrazione del topicida fosse finalizzata a provocare un aborto e non a uccidere la compagna, definendo le condotte successive all’omicidio come “estemporanee e approssimative”.

La reazione della famiglia Tramontano

Alla lettura del dispositivo in aula è seguito l’applauso dei familiari della vittima. La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, ha espresso sollievo per la decisione:

“Mi appello alle nuove generazioni: se volete un esempio da non seguire scrivete su Google ‘Alessandro Impagnatiello’ e vedrete che è una persona che nella vita non si è mai pentita.”

Chiara Tramontano ha inoltre sottolineato la distanza morale tra le due famiglie, definendo quella emessa dalla corte di Milano una sentenza giusta.

Fonte: SkyTg24

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