22 Ottobre 2026

Protesta tir, il CdM approva decreto ma non basta: a Napoli resta emergenza distributori

Via libera a oltre 130 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca e sospensione dei leasing fino a marzo 2027. Confesercenti: "A Napoli serviranno giorni per la normalità".

Casoria bloccata protesta camionisti napoli

Protesta tir – Giornata decisiva sul fronte della mobilitazione nazionale contro l’aumento dei costi energetici e del carburante. Nel corso della mattinata di oggi, giovedì 22 ottobre 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge d’urgenza contenente una serie di interventi finanziari e regolatori volti a sbloccare la crisi dell’autotrasporto e sostenere le filiere primarie dell’agricoltura e della pesca.

L’annuncio delle misure ha favorito un primo allentamento delle proteste e la sospensione dei blocchi in regioni come la Calabria e la Sicilia, ma in Campania e nel capoluogo partenopeo la situazione della distribuzione e dell’approvvigionamento dei carburanti resta estremamente complessa.

Misure e risorse del decreto: 45,2 milioni sul gasolio e congelamento dei leasing

Il provvedimento varato da Palazzo Chigi interviene in maniera diretta sulla liquidità delle imprese di trasporto e dei comparti agroalimentari:

  • Autotrasporto: stanziati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio relativo alle spese sostenute tra marzo e agosto 2026 (che si sommano ai 21,2 milioni già previsti e agli ulteriori 60 milioni per il periodo settembre-ottobre). È stata disposta inoltre la sospensione fino al 31 marzo 2027 dei canoni di leasing dei veicoli commerciali in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027.
  • Agricoltura e Pesca: liberati 60 milioni di euro per il comparto agricolo, 10 milioni di euro per il settore della pesca (anch’esso colpito da scioperi e fermi pesca come a Termoli) e 14,4 milioni di euro destinati al sistema Agea.
  • Spalmatura dei costi: introdotto il principio di responsabilizzazione della filiera, imponendo la ripartizione dei rincari del carburante anche sui committenti e non solo a carico dei vettori finali.

Protesta TIR, la linea del Governo: Meloni avverte sui blocchi stradali

Attraverso un messaggio diffuso sui propri canali ufficiali, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato la linea dell’ascolto combinata al fermo rispetto della legalità:

“Accordo raggiunto con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente, ma useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza sui blocchi stradali. Non ci faremo ricattare da chi usa la violenza”.

Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha sottolineato l’attenzione rivolta ai piccoli padroncini: “Veniamo incontro ai lavoratori con mezzi meno recenti offrendo sospensione dei leasing per cinque mesi e liquidità immediata per consentire loro di tornare a lavorare in sicurezza”.

Commercio e distributori a Napoli: “Serviranno giorni per tornare alla normalità”

Nonostante l’avvio della rimozione dei presidi ai caselli autostradali e la revoca del fermo in diverse aree del Sud, l’impatto della paralisi logistica dei giorni scorsi continua a farsi sentire pesantemente su Napoli e sulla sua provincia. Il blocco prolungato dei depositi ha lasciato la stragrande maggioranza delle stazioni di servizio partenopee completamente prive di benzina e gasolio, mentre nei supermercati si fatica a reperire i prodotti freschi dell’ortofrutta e del settore ittico.

L’allarme è ribadito da Confesercenti Campania, che sottolinea la vulnerabilità della rete di vendita locale:

“Le notizie sulla ripartenza dei trasporti portano sollievo, ma per vedere gli scaffali di nuovo pieni e i distributori operativi serviranno diversi giorni. A Napoli le vendite mancate durante il fermo hanno colpito una rete imponente: parliamo di 1.370 negozi di ortofrutta, 525 pescherie, 3.600 attività di ristorazione e 710 distributori di carburante del solo comune capoluogo”.

Restano inoltre sotto costante monitoraggio da parte delle Autorità gli scali aeroportuali del Mezzogiorno – compreso l’aeroporto di Napoli Capodichino – per garantire le scorte di carburante per l’aviazione (Jet A-1) ed evitare la cancellazione o il dirottamento di voli commerciali.

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